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(foto: Rustam Azmi/Getty Images)

La città-Stato che sorge sull’isola di Singapore è oggi molto più di una smartcity. Oltre a essere il primo Paese al mondo a essersi guadagnato il titolo di smartnation, negli ultimi anni la metropoli si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto da 5 milioni e mezzo di abitanti, dove sperimentare e mettere alla prova una lunga lista di soluzioni hi-tech che spaziano dalle auto a guida autonoma alla gestione dei flussi di traffico, fino alla salute digitale e al commercio. L’intero ecosistema urbano poggia già in buona parte su sistemi big data, tanto che — viste le analogie con le città-Stato dell’antica Grecia — qualcuno ha definito Singapore la prima datapolis.

Per questo i 721 chilometri quadrati di territorio nazionale rappresentano la meta della quinta e ultima tappa del viaggio di Wired in giro per il mondo alla caccia dell’intelligenza digitale delle città. Un tour che, dopo essere già passato per l’Asia con Tokyo, ha incluso anche gli esempi eccellenti di StoccolmaMilano e New York. Tutte queste città sono collegate dal fil rouge della cittadinanza smart, poiché ospitano alcune delle più riuscite innovazioni urbane in cui algoritmi, digitale e intelligenza artificiale rappresentano gli assoluti protagonisti.

Una delle peculiarità di Singapore è la strettissima sinergia e comunione d’intenti tra amministrazione pubblica, università, imprese e startup. Ed è una condizione più unica che rara, almeno nel contesto asiatico, tanto da rendere l’isola il banco di prova perfetto di progetti che saranno esportati in Cina e in India. Nei 10 esempi raccolti qui di seguito c’è il cuore del know how che il Paese ha saputo sviluppare in termini di città intelligente.

1. L’avanguardia della salute digitale
Singapore merita probabilmente il primo posto al mondo nel settore della digital health, tanto che molte soluzioni hi-tech sono già diventate prassi. Algoritmi ad hoc sono capaci, per esempio, di identificare un tumore della pelle, o di fare una diagnosi a partire da una radiografia, oppure di capire se un paziente sia o meno diabetico sulla base della scansione della retina.

Un’intelligenza artificiale affianca il medico sia nel quotidiano districarsi tra referti e cartelle cliniche, sia nello stabilire quale possa essere la terapia più indicata sulla base del quadro sanitario complessivo. Gli interventi con una forte componente robotica, poi, hanno permesso di ridurre i tempi di degenza in ospedale, per alcuni pazienti anche di un fattore 4. Non mancano però alcune piccole resistenze: da una parte ci sono i medici, che dichiarano di sentirsi a disagio quando si trovano a confrontarsi con un’intelligenza digitale che sa e ricorda tutto, e dall’altra i pazienti, che a causa dei preconcetti sociali tendono a non avere troppa fiducia nel chirurgo robot.

2. Gestione del traffico all’insegna della comunicazione
Il cuore dell’innovazione nel settore della mobilità a Singapore è il sistema vehicle to everything. Oltre alle automobili a guida autonoma che sono in fase di test e dovrebbero diventare lo standard a partire dal 2025, sull’isola si sta sperimentando la comunicazione da veicolo a veicolo (V2V) e tra veicolo e infrastrutture (V2I): mentre la prima servirà soprattutto per le auto che si guidano da sole, è la seconda che rappresenta fin da subito il salto hi-tech. Dialogando con i semafori si può rendere più semplice la gestione del traffico o essere avvisati in anticipo della presenza di un pedone, e in caso di emergenza è molto più semplice aprire un varco nel traffico per il veicolo di soccorso.

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(foto: Bloomberg/Getty Images)

Su scala più ampia, conoscere con precisione la posizione di ogni veicolo consente una gestione più razionale del flussi di traffico, e inoltre risolve un annoso problema di Singapore: il pagamento delle tariffe stradali. I pedaggi, infatti, sono calcolati con un cervellotico sistema che dipende dalle vie percorse e da altri parametri quali orario e livello di traffico, dunque automatizzando il calcolo si avrà (sperabilmente) l’effetto di decongestionare il traffico.

3. Finanza intelligente
I modi in cui l’intelligenza artificiale può intrecciarsi con banche e assicurazioni sono numerosi. A partire dalla sicurezza: tramite sistemi di riconoscimento facciale, a Singapore ogni cliente viene identificato prima che possa svolgere qualsiasi genere di operazione. Al tema della protezione si affianca poi tutto il panorama delle ottimizzazioni per l’ufficio, dalla gestione intelligente di riunioni e telefonate fino all’estrazione di informazioni rilevanti dai big data delle operazioni finanziarie eseguite. Ci sono poi ulteriori applicazioni peculiari della finanza, ossia la gestione di smart contract, il rinnovo automatico delle sottoscrizioni e l’analisi automatizzata dei testi dei contratti, per identificare mancanze o incongruenze.

4. L’esperienza della spesa diventa personalizzata

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(foto: Bloomberg/Getty images)

L’approccio con cui a Singapore l’intelligenza artificiale è entrata nel campo dello shopping è decisamente cliente-centrico. Raccogliendo i dati su abitudini e preferenze di ciascun potenziale acquirente, un algoritmo tenta di prevedere quale genere di prodotto potrebbe interessare all’interno di un negozio, guidando il cliente direttamente davanti allo scaffale giusto. Il sistema predittivo garantisce sempre maggiore affidabilità grazie all’apprendimento automatico, ma la tecnologia viene in aiuto anche quando le cose non vanno per il verso giusto: i negozi, infatti, sono attrezzati con chatbot di ogni genere che possono rispondere a qualsiasi domanda, continuando la conversazione anche quando il cliente si è allontanato dal negozio fisico.

5. A scuola di robotica con i docenti robot
L’impatto dell’intelligenza artificiale sul sistema scolastico di Singapore è duplice. Da una parte, nella sua versione più standard, l’algoritmica e la robotica sono già diventate parte integrante dei programmi di studi, anche perché si prevede la necessità di una nuova classe di specialisti composta da almeno 12mila persone. Dall’altra parte, in modo più innovativo, nelle scuole di grado più basso è già previsto che una parte degli insegnamenti sia a cura di automi intelligenti, che affiancano o sostituiscono maestri e professori nell’attività scolastica quotidiana. Pepper, Nao e Kibo sono stati i primi tre esemplari umanoidi a essere adottati su larga scala.

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(foto: Bloomberg/Getty Images)

6. Virtual Singapore
Il nome scelto per il progetto, che proprio in questi mesi sta raggiungendo la piena operatività, non poteva essere più azzeccato. Tutte le infrastrutture e gli edifici esistenti sull’isola sono stati catalogati e digitalizzati, fino a ricreare l’intera città sotto forma di mappa virtuale tridimensionale. Perché tutto questo sforzo? Per poter, d’ora in poi, procedere con simulazioni sofisticate prima di intraprendere un qualunque genere di intervento pubblico. Dal rifacimento di un vecchio edificio all’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, tutti i parametri possono essere testati al computer, cercando di identificare le scelte più convenienti in termini energetici, ambientali ed economici.

7. Simulazione del rischio
Di fatto si tratta di uno spin-off del progetto Virtual Singapore in collaborazione con il governo e l’autorità per la sicurezza nazionale, ma la finalità è ben diversa. Sfruttando il modello 3d della città, è possibile simulare l’evoluzione di una serie di possibili calamità, da un’inondazione a un’epidemia, tenendo conto con precisione di tutti i fattori che determinano i flussi idrici o le probabilità di contagio. Le eventuali vie di fuga in caso di calamità naturale, o il modo di circoscrivere aree di quarantena, sono tutti pianificati a tavolino sfruttando l’intelligenza elettronica di un simulatore.

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(foto: Bloomber/Getty Images)

8. Autostrade per droni e videogiochi turistici
In questo caso si guarda al futuro, con progetti che per ora esistono solo a livello teorico e programmatico. Una volta che l’intera città è digitalizzata, infatti, diventa più semplice pianificare un qualsiasi tipo di attività futura. Tra gli esempi già all’attenzione del governo c’è la realizzazione di una rete aerea con una serie di rotte e traiettorie lungo cui far volare i droni. Prevedendo un traffico a mezz’aria piuttosto intenso entro qualche anno, ci si sta già chiedendo quale sia il modo più sensato per gestire i flussi di oggetti volanti.

Di natura completamente diversa è invece un secondo progetto che mira a sfruttare la mappa 3d di Singapore per far conoscere la città ai turisti tramite un sistema di realtà virtuale. Potenziato magari con l’escamotage del videogioco, che sarebbe ambientato in una città del tutto fedele all’originale, con tanto di aggiornamenti quotidiani in base alle modifiche che la vera area metropolitana subisce.

9. La carrozzina per anziani a guida autonoma
Il promo prototipo esisteva già nel 2017, ma è solo di recente che l’adozione di carrozzine self driving per chi soffre di problemi di deambulazione ha interessato il grande pubblico. Al di là del singolo dispositivo autonomo, la tecnologia può funzionare solo in una città tecnologicamente pronta ad accoglierle. Non solo perché priva di barriere architettoniche, ma anche con sistemi di gestione del traffico che possano garantire quell’affidabilità necessaria per lasciare a un computer la gestione di un mezzo di trasporto in pubblico.

10. L’identità digitale avanzata
Ormai l’identità digitale non rappresenta più la frontiera hi-tech dei sistemi di autenticazione, ma a Singapore si è già andati oltre. Dopo aver dato accesso a tutti i cittadini al sistema di identificazione digitale SingPass fin dal 2003, oggi le credenziali sono valide per tutti i servizi amministrativi, per le banche e i dati sanitari. In via di sviluppo, sempre sullo stesso sistema, ci sono metodi di pagamento per i pedaggi stradali, identificazione delle cure veterinarie, assegnazione di sussidi statali di assistenza e piattaforme per la gestione delle comunicazioni in caso di emergenza.

All’intelligenza urbana è dedicata la Milano Digital Week. Wired è partner con Wired Health.

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