(foto: Alexander Baumann/EyeEm/Getty Images)obambini

Puntuali come ogni autunno, anche nel 2019 hanno fatto la loro comparsa – tanto online quanto offline –  i materiali promozionali che tentano di convincere le persone a sostituire la pratica della vaccinazione antinfluenzale (qui le indicazioni del ministero della Salute) con un’alternativa omeopatica, attraverso un prodotto dal nome ben poco criptico: l’Influenzinum. Accanto all’annoso dibattito sul fatto che in generale abbia senso o meno rendere disponibili i trattamenti omeopatici nelle farmacie, il caso dello pseudo-vaccino per prevenire l’influenza porta con sé numerose storture, sia a livello comunicativo sia per le implicazioni che potrebbe avere a livello di salute pubblica.

Senza raccontare daccapo tutte le motivazioni e le prove scientifiche che dimostrano l’inefficacia dei preparati omeopatici (al netto dell’effetto placebo), abbiamo raccolto qui alcuni spunti sulle principali criticità dell’Influenzinum. Il prodotto, come si può facilmente scoprire dai diversi store online, è disponibile in commercio in varie formulazioni – tutte ugualmente inefficaci –  con prezzi che spaziano dai 2 euro dei granuli a base di zucchero fino ai quasi 20 euro dei globuli… a base di zucchero.

1. L’Influenzinum non funziona

Assodato questo punto, in effetti tutto il resto diventa quasi superfluo. Il fatto che il trattamento omeopatico sia privo di una qualsivoglia efficacia non è oggetto di controversia scientifica, ma è un dato di fatto confermato da un lungo elenco di studi scientifici: persino sulle confezioni stesse, per obbligo di legge, è scritto che si tratta di un “medicinale omeopatico senza indicazioni terapeutiche approvate.

Curiosamente, la posologia consigliata per il vaccino omeopatico (basata su criteri del tutto ignoti) include l’utilizzo in combinazione di un altro evergreen della memoria dell’acqua: l’Oscillococcinum, consigliato “all’esordio influenzale con un dosaggio da mezzo tubo”. Il che significa implicitamente ammettere che il vaccino Influenzinum non funzioni, dato che lo scopo della profilassi dovrebbe essere proprio di evitare di ammalarsi di influenza. Altrimenti, di che si sta parlando?

2. I materiali promozionali contengono bufale

Come sempre viene ripetuto, è il fatto stesso che un prodotto omeopatico si trovi in farmacia a dare adito e legittimazione all’idea che il trattamento possa essere efficace, giocando in qualche modo sul non detto o sull’ambiguità di affiancare prodotti con effetti dimostrati ad altri per i quali non ci sono evidenze scientifiche a supporto.

Nel caso dell’Influenzinum, però, alcuni slogan commerciali pubblicati online (e non solo) riportano informazioni campate in aria, prive di riscontri. Amica Farmacia, per esempio, riporta che l’Influenzinum sarebbe “un medicinale omeopatico di sicura efficacia per la prevenzione delle forme parainfluenzali (per similitudine) e di quelle influenzali”, e poi che nel caso di “influenza, infezioni virali, raffreddore comune […] il suo uso si è documentato utile nel ridurre la durata delle stesse forme infettive”. L’unica prova a sostegno di queste affermazioni sarebbe una fantomatica “valutazione indipendente della Cochrane, tra l’altro priva di riferimenti che possano permettere di consultare il documento. ViaFarmaciaOnline parla invece di profilassi completa della patologia influenzale”, non si sa sulla base di quali risultati scientifici.

Diversi altri siti concorrono poi a rincarare la dose. MedicinaLive, per esempio, millanta effetti miracolosi dell’Influenzinum, che a differenza di qualunque altro trattamento “può essere usato per prevenire l’influenza, ma può essere anche preso in considerazione dalle persone che l’influenza l’hanno già presa. Non è da meno BlastingNews, secondo cui sia Influenzinum sia Oscillococcinum sarebbero, “secondo gli ultimi studi scientifici [che nessuno sa quali siano, ndr], delle ottime soluzioni per prevenire l’influenza”, e in particolare l’Influenzinum sarebbe un vero e proprio vaccino.

3. Contraddizioni e passaggi illogici

Anche immaginando di scordare tutto il tema delle (mancate) prove scientifiche, nei materiali promozionali che accompagnano la narrazione su Influenzinum ci sono alcuni passaggi razionalmente incomprensibili.

Per esempio, in alcuni casi è scritto che il rimedio sarebbe “derivato da ceppi virali correlati alle epidemie influenzali degli anni precedenti (e quindi non potrebbe comunque funzionare per il ceppo in circolazione nell’anno in corso) mentre altri riportano che “viene ricavato dai ceppi del vaccino influenzale della stagione in corso. Insomma, almeno mettiamoci d’accordo.

Verrebbe poi da chiedersi, inoltre, che cosa dovrebbe rimanere di questi ceppi nel trattamento se il prodotto in commercio ha subito una diluizione da 5CH a 200CH. Del virus influenzale, in pratica, cosa sarebbe rimasto? La memoria del virus?

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Alcune confezioni di Influenzinum a diverse diluizioni omeopatiche

A differenza del vaccino antifnluenzale classico, inoltre, l’Influenzinum non ha alcuna peculiarità che vari di stagione in stagione, quindi viene proposto come un rimedio sempre valido da un anno all’altro, e sulla confezione non è indicato per quale annata è stato concepito il trattamento. Quello mostrato da Roberto Burioni su Facebook, ad esempio, è già in commercio e scade a dicembre 2020, quindi è previsto che possa essere utilizzato pure per la profilassi vaccinale dell’anno prossimo, garantendo la stessa identica (ossia nulla) efficacia.

Una nota a parte merita FarmaJet, che riporta alcuni presunti dettagli sulla preparazione di Influenzinum (“tre parti di virus asiatico e una parte di virus europeo, coltivati su embrioni di pollo”, qualunque cosa ciò significhi), ma allo stesso tempo afferma che lo stesso trattamento può essere “utilizzato anche in caso di rosolia, sindrome meningea, mal di testa influenzale, faringite, dolori gastro-intestinali, diarrea influenzale, laringiti, riniti, asma bronchiale e dolori reumatoidi dell’apparato locomotore”. In pratica, un rimedio di prevenzione universale, che risparmierebbe un sacco di altre iniezioni vaccinali.

4. Sottrarre le persone dai rimedi di efficacia dimostrata

Come avevamo già raccontato in più occasioni qui su Wired, una delle principali criticità legate all’utilizzo di prodotti omeopatici è il rischio di allontanare le persone dai trattamenti che possono (secondo i risultati scientifici) garantire efficacia. Nel caso del vaccino, nello specifico, proporre la pseudo-vaccinazione tramite Influenzinum significa suggerire implicitamente di non sottoporsi alla profilassi vaccinale standard, ossia lasciare le persone esposte a un maggior rischio di contrarre l’influenza.

Lo ricorda il Ministero della salute: la mancata vaccinazione può rappresentare un problema soprattutto nei soggetti al di sopra dei 65 anni, in chi si trova in una condizione di rischio, nei bambini molto piccoli e nelle donne incinte. Anche se dal punto di vista legale la compravendita di Influenzinum è ineccepibile, suggerire un trattamento inefficace come valida alternativa a uno di efficacia dimostrata significa (probabilmente) contribuire a una maggiore diffusione del virus influenzale stesso, aprendo anche a un tema più generale di tutela della salute pubblica.

5. Pur di vendere l’Influenzinum si mente sui vaccini

Naturalmente, per giustificare l’impiego di un rimedio omeopatico al posto del vaccino antinfluenzale vengo addotte le più disparate argomentazioni, alcune delle quali volte a screditare i vaccini e prive di base scientifica.

Alcuni esempi? LifeGate parla di “sistema immunitario dei bambini ancora poco sviluppato (mostrando però l’immagine di un ragazzino in età come minimo da scuola elementare, molto più adulto rispetto al completo sviluppo del sistema immunitario) e asserisce che i bambini risponderebbero particolarmente bene all’omeopatia, senza però che questa frase sia supportata da ricerche o sperimentazioni. Il già citato BlastingNews invece descrive il vaccino omeopatico come “privo di controindicazioni e di effetti collaterali”, lasciando in qualche modo intendere che il vaccino stardard presenti preoccupanti problematiche.

MedicinaLive rispolvera invece lo spettro delle morti sospette con una “presunta correlazione” con il “vaccino antinfluenzale”. Nonostante si metta poi in chiaro che si è trattato di un falso allarme, si ribadisce che “c’è ancora qualche preoccupazione di troppo” e che conviene optare per il “vaccino antinfluenzale omeopatico che salvaguarda la salute dell’organismo e allo stesso tempo non lo appesantisce.  Tutte affermazioni, queste, che come noto non trovano riscontri nelle evidenze cliniche.

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