Redatto da Oltre la Linea.

Ha fatto scalpore in questi giorni il murales creato da Brescia ai Bresciani contro la consigliera comunale Donatella Albini, medico sulla Mare Jonio. Sono giorni di tensione, fra la votazione farsa di Rousseau alla plateale ammissione di “remare contro Salvini” dell’ex-ministro della difesa Elisabetta Trenta, eppure l’immigrazione di massa continua a far parlare di sè. Questa volta non grazie ad eroici capitani coi rasta o navi che speronano la guardia di finanza, ma attraverso un semplice murales.

Alla questione dei clandestini basta aggiungere l’isteria del ritorno del fascismo che la pozione magica è fatta: un murales diventa una seria minaccia all’ordine pubblico. Tutto questo è successo a Brescia, cittadina lombarda con un serio problema di immigrazione, dove è attiva la comunità Brescia ai Bresciani.

A Brescia murales contro il medico della Ong Mare Jonio

Il murales “fascista” a Brescia

Riportiamo di seguito la dichiarazione di Brescia ai Bresciani che ha accompagnato la foto del murales sui social de gruppo:

ONG “Mediterranea”, ovvero l’ipocrisia dei radical-chic italiani (e soprattutto bresciani).

Da sei giorni la nave Mare Jonio della ONG Mediterranea è ferma a 13 miglia a largo di Lampedusa con a bordo circa una trentina di clandestini. Nei giorni scorsi erano già stati fatti sbarcare donne e bambini (la minor parte, rispetto al prezioso carico di “carne umana” iniziale). La notizia è sulle prime pagine di tutti i giornali dall’inizio del recupero in mare, ma a Brescia ha avuto ancora maggior eco per la presenza -annunciata e sponsorizzata dalla stessa ONG- della dottoressa bresciana Donatella Albini, che tra l’altro ricopre il ruolo di consigliere comunale.

Sulla sua scheda istituzionale del Comune di Brescia si legge: “lavora per una città gentile, ordinata e sicura, ospitale e cortese con gli stranieri, una città dove i bambini possano camminare i loro piccoli passi verso i loro grandi diritti […]”: una visione del mondo in pieno stile “peace&love”. Peccato che il ’68 sia finito da un pezzo e camminare di sera nei quartieri periferici della Brescia piddina di Del Bono è più pericoloso che stare a Scampia. Inutile dire che sono zone dove gli immigrati ormai predominano, sia per numero, sia per delinquenza, infischiandosene della retorica sessantottina della Albini&Co (che però piace tanto alla sinistra radical-chic di oggi).

Brescia ai Bresciani non sta certo a guardare e anzi, con irriverenza e un pizzico di divertimento, risponde così ai vari Beppe Caccia, Donatella Albini, Luca Casarini, insomma la crème-de-la-crème degli storici protagonisti dei centri sociali, oggi riconvertiti a paladini delle ONG.

L’assessore bresciano Dontaella Albini è infatti uno dei volontari presenti sulla nave Mare Jonio. La stessa nave che ha da poco sbarcato il suo ricco carico di migranti a Lampedusa. La stampa, di fronte questo “pericolosissimo” murales è andata in visibilio e ha fatto risorgere quel pericolo fascismo che tanto fa comodo in periodo elettorale.  Sono subito piovute manifestazioni di solidarietà alla impaurita Albini da parte di CGIL, ANPI, Comune, Sinistra Italiana, Ong varie e tanti altri. Peccato che il gesto, nella chiara intenzione di chi lo ha fatto, era fin da subito canzonatorio: “irriverenza e un pizzico di divertimento“, scrivono infatti i membri di Brescia ai Bresciani.

Il gruppo di bresciano di Sinistra Italiana ha fatto sapere che: “Non saranno certo le vili azioni notturne di pochi fascisti a fare traballare la nostra determinazione. Siamo orgogliosi di avere appoggiato Donatella”. Grande determinazione da parte degli ambienti della sinistra insomma, peccato che di fronte alle minacce di morte a Matteo Salvini non abbiano fatto la stessa gara alla solidarietà. Insomma, un murales ed un post possono diventare, nell’era del governo tecnico-politico-liberale M5S-PD, una seria e pericolosa minaccia alla vita stessa delle persone.

L’attività di Brescia ai Bresciani

Non è questa la prima volta che la comunità bresciana fa parlare di sé. Sono numerose infatti le manifestazioni e le iniziative del gruppo di estrema destra fra città e provincia. Dalla raccolta fondi per sostenere Mirco Franzoni, il giovane di Serle che uccise un ladro intrufolatosi nella sua proprietà per rubare, ai cortei che sono anche degenerati in veri e propri scontri con la polizia. Ma non solo, è da anni che Brescia ai Bresciani è impegnata nella raccolta natalizia di giochi per i bambini degli ospedali e aperitivi nelle zone più disagiate e pericolose della città, zona stazione in primis.

A Brescia murales contro il medico della Ong Mare Jonio

Quello che fa più ridere è che il gesto canzontorio si è trasformato, attraverso la macchina mediatica, in una minaccia di morte, tanto da meritare l’attenzione di tutti i media nazionali, dalla Repubblica alla Stampa, da Fanpage al Corriere della Sera.

(di Fausto Andrea Marconi)

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