(foto: Facebook Regione Lombardia)

“I codici inseriti non sono corretti o non corrispondono a persona appartenente a categoria oggetto della fase corrente del piano vaccinale”. Così rispondeva il sistema di prenotazione di Regione Lombardia, affidato a Poste italiane, ad alcuni soggetti fragili all’avvio delle prenotazioni, lo scorso 9 aprile. Una segnalazione che Wired ha raccolto attraverso WiredLeaks, la piattaforma per il whistleblowing lanciata nel febbraio scorso. La persona segnalante spiegava di essersi rivolta al proprio medico curante, che ha spiegato che la Regione “ha emanato solo l’elenco dei soggetti fragili con invalidità e legge 104”. Quello contenente i pazienti diabetici, patologia di cui soffre chi ha effettuato la segnalazione, “devono ancora emetterlo e solo dopo che i medici di famiglia lo avranno ricevuto si potrà aderire” alla campagna vaccinale.

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La realtà è che questo è solo uno degli intoppi che hanno incontrato i soggetti fragili nella prenotazione della vaccinazione contro la Covid-19 e che, questo è bene precisarlo, sembrano essersi risolti nel giro di pochi giorni. O almeno, i dati indicano che le somministrazioni sono in crescita: il 21 aprile hanno superato le 10mila dosi quotidiane.

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“Quando si è aperta la possibilità di prenotarsi per i disabili riconosciuti dalla legge 104 e i soggetti estremamente vulnerabili è emerso il problema che in entrambi i casi gli elenchi dei pazienti di Regione Lombardia erano incompleti”, spiega a Wired Paola Pedrini, segretaria generale della sezione lombarda della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg).

Un problema riconosciuto anche dall’assessora al Welfare Letizia Moratti, che ha spiegato come gli elenchi forniti da Inps a Poste italiane riguardassero solo 248mila persone con disabilità riconosciute dopo il 2010. Ovvero prima che la gestione dei registri passasse dal Pirellone all’Istituto nazionale di previdenza sociale.

“Mancavano anche i minorenni, per i quali è prevista la vaccinazione del care giver”, aggiunge Pedrini. Mentre per quanto riguarda gli estrememamente vulnerabili, tra i quali rientra anche chi si è rivolto anonimamente a Wired, “si è fatto un lavoro di recupero dei nominativi dalla banca dati assistito [sistema di monitoraggio delle patologie croniche, ndr], andando a guardare le esenzioni, i farmaci presi, le segnalazioni dei reparti. Ma gli elenchi erano comunque incompleti”.

La segretaria Fimmg spiega come siano stati gli stessi medici a segnalare il problema e di come nel giro di pochi giorni Poste italiane abbia adattato la piattaforma, consentendo la prenotazione anche a chi non risultasse negli elenchi pur avendone diritto. “Più che risolta la questione, diciamo che si è trovata la strada”, spiega però a Wired Giovanni Merlo, direttore della Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha).

Nel senso che “le persone che non compaiono negli elenchi e che si vedono respinta la prenotazione devono rivolgersi al medico di famiglia”. Quest’ultimo “effettua una segnalazione all’Ats [così si chiamano le aziende sanitarie in Lombardia, ndr], che aggiorna gli elenchi”. E così “nel giro di un paio di giorni la persona riesce a prenotare la vaccinazione”.

Per quanto analogica in un mondo digitale, la soluzione sembra però funzionare. “Dal nostro osservatorio vediamo che tutti possono prenotarsi”. E dunque quello che lo stesso Merlo definisce come un “momento di caos” sembra insomma alle spalle. O quasi.

“Ora stiamo vedendo il problema dei care giver, sottolinea Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito democratico. In un primo momento il sistema informatico non prevedeva che venisse indicato il loro nominativo. “L’indicazione era quella di presentarsi al centro vaccinale in coincidenza dell’appuntamento della persona che si assiste”. Il punto è che “alcuni centri somministravano il vaccino anche a loro, altri no”.

La questione della possibilità di prenotarsi insieme alla persona che si assiste è stata risolta, ma “ci sono casi di persone che assistono soggetti che hanno una disabilità ma non hanno mai chiesto i benefici della legge 104”. I nomi di questi soggetti, giocoforza, non rientrano in nessun elenco. È l’ultimo scoglio di una campagna vaccinale che ha vissuto più di un momento difficoltà.

E che ora è possibile monitorare non solo grazie ai dati governativi. Da mercoledì infatti Regione Lombardia rilascia in formato aperto i numeri relativi alle persone vaccinate su base comunale. Questa la situazione relativa alle prime dosi:

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The post A che punto siamo con le vaccinazioni ai soggetti fragili in Lombardia appeared first on Wired.



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