Erano anni successivi al primo dopoguerra, e non mancavano certo gli strascichi sociali, civili ed economici del conflitto. Ma i fratelli Walter e Roy Disney, fondando Disney Brothers Cartoon Studio, posero proprio negli anni ‘2o le basi del colosso dell’entertainment The Walt Disney Company che ancora oggi regala al pubblico mondiale evasione, spensieratezza, la chance di immaginare altri mondi e, soprattutto, un meritato lieto fine.

Ai due cofondatori dello studio d’animazione più famoso al mondo è dedicato l’ultimo capitolo di A-Head, il progetto editoriale che Audi ha lanciato per ricordare che, da sempre, le crisi si superano con visione, ottimismo, capacità di innovare e di pensare fuori dagli schemi. Ancora una volta, a raccontare storie che ispirano e regalano un nuovo punto di vista, lo storyteller Federico Buffa.

I lungometraggi che hanno fatto sognare intere generazioni, come Biancaneve e i sette nani, arrivarono solo negli anni ’30: ma già negli anni ’20 si possono riscontrare alcune delle caratteristiche che resero l’impresa dei Disney unica nel suo genere, anche per la capacità di ribattere agli imprevisti e ai problemi (Topolino nasce per reagire alla perdita dei diritti su un altro personaggio di successo). È nelle avversità che bisogna ribaltare le visioni acquisite e provare a riscrivere il corso degli eventi: così fu anche per Audi e altre case automobilistiche tedesche (Horchwerke, Zschopauer Motorenwerke/Dkw, Wanderer) che reagirono alla crisi degli anni venti e si aggregarono, nel 1932, nella Auto Union Ag. I quattro anelli intrecciati erano il simbolo dell’unità delle quattro associate, che mantennero i rispettivi marchi e operano in segmenti di mercati specifici per ognuna. Il resto è storia, quella che vede la casa tedesca approdare sempre più, con la ultimissa Audi A3 Sportback, al paradigma della mobilità avanzata, autonoma e forte di diverse tipologie di alimentazione

Il video completo dedicato a Walter e Roy Disney, e al mondo che merita ancora di essere immaginato, è su Audi.it.

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