Le tecnologie servono per difendere la nostra casa”. È un messaggio che coniuga innovazione e sostenibilità quello che Hervé Barmasse, alpinista che ha scalato le più impervie vette al mondo, ha lanciato dal palco di Tech it easy, l’evento organizzato da H-Farm e Audi nella sede del campus dell’innovazione di H-Farm a Roncade per discutere di come affrontare le sfide della sostenibilità ambientale, della trasformazione digitale e del passaggio generazionale. Sfide che richiedono competenze, competenze che richiedono formazione. Non è un caso che il tema sia perciò caro ad Audi e H-Farm, impegnate nella crescita di nuovi talenti.

Per H-Farm l’investimento sta prendendo forma nell’espansione del campus. Quattordici gru sono al lavoro per creare un centro di formazione e innovazione che si estende per 51 ettari, 13 nuove strutture, prevede un investimento di 101 milioni di euro, ospiterà tremila persone. Per il fondatore di H-Farm, Riccardo Donadon, “è importante conoscere l’interlocutore” a cui ci si rivolge, ossia la generazione Z ora e la Alpha al prossimo giro (la prima 1997-2010, la seconda 2011-2025), per costruire solide relazioni, realizzando nuovi modi di imparare, fare esperienza e abitare del mondo.

È un Umanesimo 2.0, che è stato richiamato anche da Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia. Per il quale oggi come mai prima la formazione è fondamentale perché le competenze che servono ad affrontare un’epoca di repentini cambiamenti, ossia “sviluppo, adattamento e percezione anticipata, non possono essere improvvisati”. L’automobile è un esempio del laboratorio di questi cambiamenti: mobilità elettrica, condivisa, veicoli connessi o a guida autonoma, non sono solo tecnologie da collegare, ma frontiere che richiedono una riflessione su una nuova etica. “Non di solo algoritmo vive l’uomo”, ha parafrasato Longo, perché all’innovazione servono anche umanisti, che colleghino i benefici della tecnica (per esempio, i sistemi predittivi a bordo del 50% delle Audi hanno abbattuto del 45% gli incidenti stradali, che a livello globale hanno un costo sociale di 518 miliardi) all’etica.

Questo sforzo di tenere insieme i due mondi è uno dei campi in cui lavorano i cinque studenti arruolati nella seconda edizione di We Generation (sono aperte le candidature per la prossima tranche), un progetto di corporate social responsibility di Audi in partnership con H-Farm, che è web serie, canale Instagram e test sul campo di nuove competenze. Cecilia, Giulia, Federico, Fabio e Johnny, accompagnati in questo percorso dalla scrittrice e web creator Sofia Viscardi, stanno studiando i trend tecnologici del futuro, individuando le possibili future evoluzioni e trovando chiavi per comunicarli all’esterno.

Quello che è emerge è una generazione, quella dei giovani, attenta ai valori (il 97% di loro vorrebbe lavorare per qualcuno che li condivide con loro), all’ambiente (il 76% sostiene realtà eco-friendly) e animata da un atteggiamento consapevole sul rapporto tra dati personali e privacy (1 su 2 è disposto a condividerli in cambio di esperienze personalizzate). Situazioni che stimolano anche l’innovazione imprenditoriale di startup attente alla condivisione, come Too Good To Go, che permette di ritirare cibo invenduto prima che sia sprecato, Biorfarm, che lavora sulla filiera corta alimentare, e Metaliquid, che sfrutta l’intelligenza artificiale per indicizzare contenuti video e ottimizzarne la visione. Per Sofia Viscardi, tutte queste storie sono la dimostrazione che la generazione dei ventenni “sarà un po’ disattenta, ma certo non si distrae. Per noi è importante creare relazioni autentiche, sempre”, sfruttando il digitale come canale principe.

E la formazione concentrata su digitale e sostenibilità può essere anche il grimaldello per vincere la sfida del cambiamento climatico. L’auspicio di Barmasse: “Le tecnologie servono per difendere la nostra casa”. Che per chi fa alpinismo deve tradursi, è l’idea dell’alpinista, “nello scalare le montagne senza sporcarle”. Anche Alex Bellini, a sua volta esploratore che ha toccato gli angoli più remoti del mondo, il tema dell’etica e dei valori è centrale: “Con il progetto Ten rivers one ocean seguo dieci fiumi che contribuiscono a gettare in mare il 98% della plastica. L’idea è di risalire il corso dei fiumi e creare tavoli di discussione su questi temi”.

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