Redatto da Oltre la Linea.

Dal 4 al 6 settembre in Russia a Vladivostok, nel “Lontano Oriente” (Dal’nij Vostok), si terrà il quinto Forum Economico Orientale (VEF – Vostochnyj Ekonomicheskij Forum).

In tale occasione, come riferisce la Fondazione “Roscongress” (il più grande ente russo per l’organizzazione di eventi internazionali, congressuali, espositivi e pubblici ndr.), verranno presentati “I piani di sviluppo per il Lontano Oriente fino al 2035” da parte del Ministero russo per lo Sviluppo del Lontano Oriente e dell’Artico.

Durante il Forum da parte delle istituzioni statali che operano allo sviluppo della regione verranno presentati 15 servizi fondamentali per gli investitori, tra cui: una scelta di misure di sostegno da parte del governo, la possibilità di ottenere una lotto dell’area idrica per la maricoltura (allevamento intensivo di pesci), prestiti convenienti per le piccole e medie imprese, l’ottenimento di un visto elettronico per il Lontano Oriente e altri ancora.

Saranno inoltre presentate nuove iniziative: ipoteche per gli abitanti della regione sotto il 2%, un servizio digitale per le risorse forestali, un inventario dei terreni agricoli nel Distretto Federale del Lontano Oriente.. (Il Distretto Federale del Lontano Oriente è la parte orientale della Russia, che geograficamente comprende i bacini fluviali dei fiumi che sfociano nell’Oceano Pacifico, così come l’isola di Sakhalin, le isole Curili, l’isola di Wrangel, del Commodoro e le isole Shantar. Comprende un’area di 6.9429 milioni di km², circa il 41% del territorio della Federazione Russa ndr.).

In occasione del Forum verrà perfino avviato il nuovo canale televisivo locale “Dalnij Vostok live” che presenterà storie sullo sviluppo economico del Lontano Oriente, iniziative e progetti sociali per ogni singola sovvenzione, oltre a tutta una serie d’interviste ai partecipanti del VEF: investitori, rappresentanti delle autorità federali e regionali.. Ci sarà la possibilità di conoscere storie di successo di precedenti investitori, piattaforme per l’implementazione dei progetti, tutto il potenziale dei settori chiave della regione.

Il forum di Vladivostok

Durante il Forum, sempre per i potenziali investitori, verrà messa a disposizione una mappa elettronica interattiva dei terreni agricoli disponibili nella regione dell’Amur (la regione dell’Amur è una delle 11 entità federali che comprendono tutto il Distretto Federale del Lontano Oriente ndr.). Grazie a tal supporto, gli investitori interessati saranno già in grado di scegliere un’area a loro adatta dove avviare eventuali progetti agricoli.
Come riferisce il servizio stampa del governo della regione dell’Amur: attualmente, 609 lotti di terreno agricolo disponibile nella regione dell’Amur sono già stati caricati su questo geo-servizio. Sulla mappa gli imprenditori saranno in grado di vedere la disponibilità in base: al tipo di terreno agricolo, alla loro estensione e dove si trovano.

Come dichiarato dal governatore della regione dell’Amur Vasily Orlov: “Oggi la regione utilizza 1.300.000 ettari di terreno agricolo. Stiamo ora valutando la possibilità d’introdurre nuove aree nel programma di sviluppo agricolo della regione, pertanto entro il 2024 prevediamo di aumentare 3 volte la produzione di grano e 2 volte la produzione di soia”.

Certamente il Giappone considerando la prossimità marittima alla regione avrà un ruolo di primo piano nel Forum. In effetti, come riportato dall’agenzia TASS a conclusione di un incontro a “Roscongress” tra il consigliere del presidente della Federazione Russa Anton Kobyakov e l’ambasciatore del Giappone in Russia Toyohisa Kozuki, è prevista un’ampia partecipazione giapponese all’evento: “Le parti hanno discusso della preparazione di un programma di eventi russo-giapponesi ai massimi livelli. L’incontro ha inoltre esaminato la possibilità di condurre un dialogo commerciale “Russia-Giappone” con la partecipazione dei circoli del business dei due paesi. È stato osservato che ad oggi oltre 130 rappresentanti della comunità imprenditoriale giapponese hanno già confermato la partecipazione al Forum”. Il 5 agosto, durante una conferenza stampa a Tokyo, il segretario generale del governo giapponese Yosihide Suga ha confermato la volontà del primo ministro giapponese Shinzo Abe di recarsi al Forum per un incontro col presidente russo Vladimir Putin.

L’anno scorso firmati 220 accordi

La precedente edizione del VEF, nel 2018, ha portato a ottimi risultati: sono stati firmati 220 tra accordi, contratti, memorandum e protocolli per un importo di oltre 3 trilioni di rubli. L’anno scorso vi hanno partecipato 6.002 delegati e 1.357 rappresentanti dei media di 60 paesi stranieri.

Nonostante il “Lontano Oriente” russo si trovi molto distante dall’Italia, il VEF, indubbiamente, potrebbe rappresentare un’importante opportunità per l’imprenditoria italiana. Ecco l’opinione del consigliere regionale del Piemonte Maurizio Marrone, molto attento all’evento:

“Mi è già capitato di partecipare a questo tipo d’eventi, sicuramente l’Italia dovrebbe prestare maggiore attenzione a questi meeting internazionali, invece riscontriamo una certa assenza delle nostre Istituzioni da simili occasioni potenzialmente fruttuose per l’economia italiana, forse anche per la crescente russofobia alimentata dalle strumentalizzazioni della sinistra: a farne le spese è purtroppo la piccola e media impresa, che costituisce la stragrande maggioranza del tessuto produttivo e commerciale nazionale, che fatica ad affacciarsi sui mercati esteri. Subire supinamente le sanzioni decise oltreoceano contro partner strategici dell’Italia come Russia, o Iran non ha altro effetto se non bruciare milioni di profitti per le nostre aziende, con tutte le inevitabili conseguenze sul piano dell’occupazione e dello sviluppo. In attesa che l’instabilità del governo centrale sia superata con nuove elezioni, le Regioni possono ritagliarsi un ruolo protagonista nel promuovere l’internazionalizzazione delle proprie imprese artigiane, agricole, industriali, attingendo anche a fondi strutturali europei allo scopo di diffondere la qualità Made in Italy nel mondo.

Ma prima devono venire le relazioni politiche internazionali, sovrane, libere da diktat esterni, stabilite nell’esclusivo interesse nazionale: servirà coraggio, questo è il momento giusto”.

(di Eliseo Bertolasi)

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