(immagine: Pixabay)

Un avvertimento dai toni inquietanti è appena comparso sulla rivista Lancet: attenzione ai candidati vaccino contro Covid-19 che sfruttano l’adenovirus Ad5 perché potrebbe esistere la possibilità che rendano più suscettibili nei confronti dell’hiv. A lanciarlo sono alcuni esperti di malattie infettive che nel 2007 parteciparono allo studio Step, un trial interrotto perché il vaccino anti-hiv basato proprio su Ad5 sembrava aumentare il rischio di infezione di una categoria di volontari.

Sia chiaro: nelle attuali sperimentazioni dei candidati vaccino contro Covid-19 non è per ora emerso nulla del genere, ma secondo i ricercatori l’eventualità va presa in considerazione – soprattutto se si pensa di espandere i test ai Paesi in cui l’hiv ancora imperversa.

Adenovirus 5 e vaccini anti Covid-19

Gli adenovirus 5 (Ad5) sono virus che esistono in natura e sono responsabili di qualche raffreddore. Modificati in laboratorio e resi innocui, sono di frequente utilizzati nei vaccini per veicolare nell’organismo geni del patogeno contro cui si vuole sviluppare immunità.

Tra i candidati vaccino contro Covid-19 che sono arrivati in fase avanzata di sperimentazione ce ne sono diversi che utilizzano questa tecnologia, da quello cinese di CanSino a quello russo Sputnik V.
I trial – stando a quanto riferiscono i ricercatori e le aziende responsabili dei progetti – procedono bene e l’intenzione è di ampliare ulteriormente la popolazione interessata, coinvolgendo magari altri Paesi.

Proprio questa eventualità ha spinto Lawrence Corey, esperto del Fred Hutchinson Cancer Research Center e co-responsabile della direzione della rete di prevenzione di Covid-19 negli Stati Uniti, e altri suoi tre colleghi a scrivere un avvertimento sulla rivista Lancet: memori del fallimento dello studio Step, bisognerebbe valutare con attenzione la possibilità di testare vaccini a base di Ad5 in stati in cui hiv è ancora una piaga.

L’ombra dello studio Step contro hiv

Corey e i suoi colleghi, infatti, nel 2007 parteciparono al trial noto come Step che voleva testare sicurezza ed efficacia di un vaccino a base di Ad5 contro hiv in categorie a rischio di infezione in America e in Australia. Il vaccino sembrava promettente, tanto che in Sud Africa si era avviato un ramo collaterale della sperimentazione, lo studio Phambili.

Gli studi però furono bruscamente interrotti quando dalle prime analisi di Step emerse un dato assai strano: nella categoria di volontari costituita da maschi non circoncisi e/o con anticorpi anti-Ad5 il rischio di contrarre hiv sembrava aumentare. Tutt’oggi però si fatica a trovare una spiegazione a questa correlazione, e i risultati dello studio Step restano di ambigua interpretazione.

Cosa cambia nella lotta a Covid-19?

Corey e i suoi colleghi, dunque, ritengono che i governi dei Paesi, come il Sud Africa, in cui il rischio di contrarre hiv tra la popolazione è più alto dovrebbero valutare attentamente prima di avviare una sperimentazione con vaccino anti Covid-19 a base di Ad5, dato che oltretutto esistono delle alternative.

Dal canto loro le aziende produttrici di questa tipologia di vaccino – riferisce Science Magazine – si sono già dette consapevoli della controversa possibilità che l’utilizzo di vaccini a base di Ad5 aumenti il rischio di contrarre hiv in certe categorie di persone, e che stanno dunque monitorando anche questo aspetto.

D’altra parte, ha ricordato il Ceo di CanSino Yu Xuefeng, nulla di preoccupante è emerso nemmeno durante la sperimentazione del vaccino basato su Ad5 contro Ebola in Sierra Leone, dove il rischio di contrarre hiv è abbastanza elevato.

I vaccini anti Covid-19 attuali, inoltre, contengono delle accortezze per scongiurare ulteriormente conseguenze indesiderate: per esempio il candidato russo userebbe una combinazione di vettori Ad5 e Ad26, mentre quello di ImmunityBio utilizza un vettore virale inattivato al 90% per ridurre la possibilità di risposte immunitarie contro Ad5 che indeboliscano le difese contro altri patogeni.

The post Alcuni vaccini contro Covid-19 potrebbero aumentare il rischio di contrarre l’hiv? appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it