(foto: Kiyoshi Ota/Bloomberg via Getty Images)

Alla Maker Fair di Roma 2019, gli appassionati di innovazione e manifattura digitale potranno spaziare tra molti mondi nei sette padiglioni che, suddivisi in aree tematiche, inviteranno il pubblico a imparare, creare, scoprire e naturalmente fare.

Il padiglione Create, il sesto (ma si comincia dal tre e si finisce al dieci) è dedicato all’arte, al patrimonio culturale, al design ma anche allo sport, un settore in cui lo sviluppo tecnologico avanza, regalando nuovi punti di vista e possibilità a tutti gli attori del sistema: gli agonisti, gli amatori ma anche tutti coloro che orbitano nella sport industry con altri ruoli (giornalisti, data analyst, manager di federazione ecc).

Nell’evento che nasce per celebrare e illustrare le evoluzioni del pianeta maker, ci sarà quindi anche uno spazio in cui ammirare le innovazioni sportive, ascoltare storie di cambiamento nello “speech corner” dedicato e naturalmente giocare, grazie a un campo di calcio 2vs2, a uno di streetball, e non manca nemmo una pista da sprint e l’angolo di un ring da pugilato in cui è il sacco a valutare la qualità del gioco (è la soluzione proposta da Punchlab, che sarà appunto presente in fiera: un app che restituisce un feedback sull’allenamento, rilevando i colpi sferrati e restituendo la rilevazione via smartphone).

Il contesto è quello giusto anche per capire come maturano nuovi scenari e con quali fini: spesso sono i dipartimenti universitari, e anche i centri specializzati in scienze motorie e sportive, a promuovere nuove vie a materiali, analisi delle prestazioni, strumenti di allenamento ma l’innovazione non può essere che aperta a soggetti come atleti, allenatori, federazioni, che possono suggerire esigenze e bisogni grazie all’esperienza diretta. Il mondo dello sport può cogliere molti spunti anche dal grande interesse per la virtualità, che permette di ampliare il raggio delle opzioni reali grazie a supporti un tempo inesistenti. Un esempio di genere, presente alla Maker Faire, è Keiron, un sistema di training in realtà virtuale che permette a chi si allena di sfruttare la gamification, interagendo con gli oggetti virtuali e con scenari decisamente alternativi rispetto alla classica stanza affollata di bilancieri e attrezzi.

E se molti anni fa fa in ambito running le innovazioni più attese erano quelle sul fronte delle nuove uscite per l’abbigliamento tecnico, oggi chi corre chiede nuove soluzioni tecnologiche per monitorare le prestazioni, adottare i giusti stili alimentari e anche intercettare persone con la stessa passione per un’esperienza meno individuale. Niente di strano, quindi se la Fidal ha recentemente promosso una runHack, una maratona di sviluppo per progetti in grado di rivoluzionare l’ ambito running; la stessa federazione di atletica leggera promuove Runcard, un tesseramento che permette agli iscritti di entrare in una vera community dove restare aggiornati e iscriversi sulle gare, ma anche di accedere a numerosi servizi legati al mondo del running, come quelli dei professionisti certificati dalla Federazione su alimentazione, allenamento.

Insomma, alla fiera romana saranno in molti a scoprire che, proprio come in altri settori, a cambiare non sono le esperienze in sé, ma i mezzi con cui viverle. Occhio anche al tema dei data: che siano il nuovo oro è chiaro, ma sono tanti i player a cercare i gold diggers. Cosa ha a che fare con lo sport? Anche le grandi società sportive avranno sempre più bisogno in futuro di leggere meglio le informazioni che vengono dal campo, dalla pista, ecc: alla Maker Faire ecco quindi anche una soccer data challenge per analizzare un dataset di milioni di tocchi di palla dai maggiori campionati europei.

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