Redatto da Oltre la Linea.

Liberisti con i soldi degli altri

È cosa fatta. Scaduta la convenzione per i fondi pubblici a Radio Radicale. E non ci sarà nessuna proroga, come annunciato dal governo ormai da diverso tempo.

Emma Bonino, una delle paladine (insieme a Roberto Saviano e a molti altri) dello strepito “Salviamo Radio Radicale” in voga negli ultimi mesi, aveva parlato di “condanna a morte” già ad aprile. Ed è sintomatico che la senatrice parlasse già allora con tanta attenzione della chiusura dei rubinetti statali come un “bavaglio” per la succitata emittente mentre avesse completamente dimenticato del suo supporto alla strabordante economia neoliberista seguita praticamente per tutta la sua carriera, fino alla “consacrazione” del nuovo partito + Europa.

E il libero mercato?

Già. Parliamo proprio della stessa Bonino che riempie i cartelli elettorali nelle città italiane di incitamenti all’impresa libera e allo Stato che non ha titolo per intervenire nell’economia, per produrre lavoro. Oggi quella signora, idolo della sinistra progressista, si lagna perché quello stesso Stato non fornisce supporto ad una attività quanto meno assimilabile ai fini commerciali.

Viene a tutti noi spontaneo fare alla Bonino come alla radio stessa una domanda semplicissima: come si vivem dunque nel libero mercato? Come sarà dover contare da qui in avanti solo sulle proprie forze, senza fondi, basandosi unicamente sulla richiesta di consumatori e utenti?

È un mistero che probabilmente non verrà mai risolto. Ma la contraddizione di un pensiero unico ormai allo sbando di manifesta sempre più.

(di Stelio Fergola)

L’articolo Allora, Radio Radicale, com’è questo libero mercato? originale proviene da Oltre la Linea.



Leggi l’articolo completo su oltrelalinea.news