alzheimer
(foto: Getty Images)

Le speranze di trovare finalmente un trattamento efficace per la gestione dell’Alzheimer sembrano ora un po’ più lontane. Sono appena stati annullati i test clinici sull’aducanumab, un farmaco sperimentale ritenuto fino a ora molto promettente per trattare questa malattia. Ad annunciarlo sono state le due aziende farmaceutiche Biogen e Euisai, che in un comunicato hanno appena riferito di aver interrotto i loro due studi di fase 3 (Engage e Emerge), progettati per valutare l’efficacia e la sicurezza di questo farmaco sulle persone affette da una compromissione cognitiva lieve (Mci) o malattia di Alzheimer.

Aducanumab è un anticorpo monoclonale progettato per colpire le placche amiloidi, associate allo sviluppo dell’Alzheimer. E se fosse stata dimostrata la sua efficacia, questo farmaco avrebbe potuto davvero rivoluzionare il trattamento di questa malattia. Come vi avevamo raccontato tempo fa, infatti, secondo i risultati preliminari di uno studio pubblicato su Nature nel 2016, il farmaco si era dimostrato più che promettente: era stato in grado di eliminare queste placche nel cervello e ridurre la progressione della malattia in 165 pazienti con Alzheimer in forma lieve. Tuttavia, dato il numero troppo limitato di partecipanti, i ricercatori avevano evidenziato che non era ancora possibile dichiarare con certezza l’efficacia del farmaco.

Già da quell’anno erano in programma due ampi studi di fase 3 che avrebbero dovuto reclutare poco meno di 3mila pazienti e fornire così la risposta definitiva sulla sicurezza di aducanumab. E stiamo parlando proprio dei due studi appena interrotti: come precisano le case farmaceutiche, tuttavia, la decisione di sospensione, presa da un comitato di ricerca indipendente, non sarebbe legata a problemi di sicurezza, bensì a prove del fatto che il farmaco non sia in grado di soddisfare gli endpoint primari (essere quindi efficace nel migliorare la memoria e le funzioni cognitive dei pazienti).

La cura, quindi, pare stia continuando a sfuggirci. Quest’ultima notizia, infatti, si aggiunge a molti S fallimenti, anche se la comunità scientifica sta continuando a cercare farmaci che siano davvero efficaci contro l’Alzheimer. “Mentre la notizia di oggi rappresenta una battuta d’arresto, è importante ricordare che ci sono più di 20 potenziali farmaci per l’Alzheimer ancora in fase di sperimentazione clinica”, ha spiegato Hilary Evans, amministratore delegato dell’Alzheimer’s Research del Regno Unito. “Dobbiamo continuare a sostenere i ricercatori di tutto il mondo che ci stanno portando sempre più vicino a svelare finalmente questa complessa malattia. Ora è il momento di aumentare ancora di più i finanziamenti per accelerare la ricerca del tanto necessario trattamento dell’Alzheimer”.

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