Robot sempre più vicini alle capacità dell’essere umano, in grado di compiere movimenti con la coordinazione, la precisione e la giusta dose di forza per rivestire ruoli sempre più collaborativi e di supporto: questo è il sogno. La realtà, sempre più vicina a noi, sono gli organismi come quello che vedete in questo video: AnDy, il primo prototipo di tuta interamente sensorizzata che raccoglie in tempo reale l’enorme mole di informazioni racchiuse in un corpo umano in movimento, per poi tradurle in modelli informatici da dare in pasto ai robot del futuro. A svilupparlo, i ricercatori del Dynamic interaction control lab dell’Iit, lIstituto italiano di tecnologia con sede a Genova.

Come funziona? Grazie a una rete sofisticatissima di sensori (280 solo sotto la pianta del piede) che, una volta indossati, captano le caratteristiche posturali e gli sforzi muscolari della persona, nonché a una lunga serie di algoritmi creati ad hoc per la loro interpretazione da parte delle macchine. E in che condizioni? A differenza di molti altri tentativi, AnDy non abbassa la guardia neanche in caso di movimenti complessi, rapidi e molto dinamici, come per esempio la corsa, il sollevamento di pesi e il cambio repentino di direzione, come per esempio quello di molti sport.

Per questo i ricercatori lo hanno testato su un gruppo di calciatori in allenamento, così come anche in alcune operazioni di carico-scarico merci all’interno di un magazzino. E chissà che non possa trovare presto un impiego nella preparazione atletica degli sportivi, in riabilitazione, nel perfezionamento delle protesi o, più in generale, nei luoghi di lavoro, sul versante dell’ergonomia.

(Credit video: Istituto italiano di tecnologia)

 

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