(foto: Couleur da Pixabay)

La lotta al cancro non può fermarsi. Se, come afferma l’ultimo rapporto Aiom/Airtum I numeri del cancro in Italia (2020), per molte patologie oncologiche i tassi di incidenza sono in progressiva riduzione, tuttavia per alcune neoplasie, per entrambi i sessi, i dati sono in crescita. Il riferimento va al melanoma e ai tumori del pancreas, ma anche, per le donne, ai tumori della mammella e del polmone. Diagnosi precoci e stili di vita corretti possono fare la differenza, ma l’ultima parola, sul fronte della comprensione dei meccanismi della malattia, della ricerca di trattamenti efficaci, della messa a punto di cure sempre più personalizzate, spetta alla comunità scientifica.

Un aspetto da rimarcare, particolarmente in tempo di pandemia da Covid-19: come sottolineato infatti da Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico della Fondazione Airc, “l’emergenza Covid ha avuto diverse conseguenze negative sui progressi della ricerca in oncologia.  La prima sulla ricerca di base in quanto è stata fortemente rallentata l’attività degli studi condotti in laboratorio e indispensabili per capire i meccanismi che portano allo sviluppo del cancro e alla sua progressione. La seconda sul trasferimento clinico e in particolare sugli studi condotti per l’approvazione di nuovi farmaci o di nuove strategie terapeutiche per i pazienti”. Notizie tutt’altro che positive, considerando anche il minore ricorso, causa lockdown e paura da contagio, a indagini preventive e screening, con conseguenze potenziali decisamente non esaltanti.

Gli sforzi per contribuire al rilancio della mission scientifica si rinnovano, e così Airc – che per il 2021 con Firc ha deliberato investimenti da 125 milioni di euro per il sostegno a 700 progetti di ricerca e formazione – invita i cittadini a fare la propria parte nell’ambito di una campagna in programma fino al 14 febbraio. L’appuntamento è quello delle Arance della salute, che simboleggia il via alla raccolta fondi annuale che annovera più momenti nel corso dell’anno.

Per contribuire, si potranno ordinare sul sito dedicato vasetti di miele ai fiori d’arancio e marmellata d’arancia online, e riceverli a casa; dal 4 febbraio sarà possibile, in oltre 6mila punti vendita della Gdo, comprare una reticella di arance rosse e così le insegne partecipanti doneranno ad Airc 50 centesimi per ogni confezione venduta. Arance per sostenere la ricerca ma anche come promemoria per scelte corrette a tavola, per evitare diete sbilanciate i cui effetti potrebbero pesare nel bilancio di alcune diagnosi. Occhio quindi agli antiossidanti, come le stesse antocianine delle arance rosse, e ai cambiamenti virtuosi del microbiota intestinale. Il tradizionale incontro in piazza con le arance della salute viene meno, niente piazze, come la pandemia impone, ma resta l’impegno sui diversi canali e anche la spinta dei volontari per affiancare i Comitati regionali nella limitata distribuzione ai privati.

Piccoli sforzi dal basso possono contribuire ai grandi obiettivi della ricerca sempre tesi a uno scenario in cui migliorano per i pazienti le chance di guarire e  la probabilità di sopravvivenza al pari anche della popolazione non oncologica.  Speranze riposte nei tantissimi ricercatori al lavoro, in molti casi giovani e donne: hanno un’età inferiore ai 40 anni i destinatati dei fondi My first Airc Grant e meno di 35 quelli di Start-Up, il progetto che stimola il rientro in Italia dei professionisti della ricerca al fine di avviare il proprio laboratorio in Italia.

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