(foto: Bsip/Uig via Getty Images)

Quasi 3 milioni di italiani e oltre 350 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di asma, una sindrome respiratoria che colpisce soprattutto i polmoni. Oggi, un gruppo di ricerca, coordinato dal Wellcome Trust Sanger Institute a Cambridge, nel Regno Unito, ha esaminato e individuato tutte le cellule dei polmoni e delle vie respiratorie. L’analisi, che ha riguardato sia individui con l’asma sia persone senza questa sindrome, fornisce una sorta di mappa completa dei polmoni e del loro funzionamento. L’obiettivo, in questo caso, era capire quali meccanismi cellulari sono alla base dell’asma per trovare nuove strategie terapeutiche. I risultati sono pubblicati su Nature Medicine.

Spesso scatenata da reazioni allergiche e associata ad allergie, l’asma, comporta difficoltà respiratorie, fiato corto, presenza di muco, respiro ansimante e, soprattutto se non trattata, può essere collegata a attacchi gravi – anche fatali. Esistono diversi trattamenti farmacologici per tenere sotto controllo questa sindrome, che spesso assume un andamento cronico, e abbassare il rischio di riacutizzazioni e attacchi anche gravi. Tuttavia, non sono ancora note tutte le cause dell’asma. Per l’idea dei ricercatori è quella di identificare quante più cause molecolari possibili per scoprire anche nuove strade di trattamento.

Per ottenere questo risultato, hanno cercato di capire come comunicano le cellule delle vie respiratorie (anche quelle alte) per comprendere meglio quali segnali anomali vengono inviati in caso di asma e quali opzioni di trattamento si potrebbero sviluppare per contrastare questi processi. Gli autori hanno analizzato campioni contenenti cellule (più di 36mila) nasali e dei polmoni di 17 volontari, di cui 6 asmatici.

I ricercatori hanno identificato i diversi tipi di cellule e le loro attività nei pazienti con asma, comparandoli con quelle degli individui sani. “Abbiamo generato una mappa anatomica dettagliata delle vie respiratorie”, commenta Felipe Vieira Braga, primo autore del paper, “realizzando la prima bozza di un atlante delle cellule polmonari umane, sia da persone in salute che da pazienti asmatici”. Nello studio gli autori hanno analizzato migliaia di cellule e hanno rappresentato, anche graficamente, la distribuzione dei loro diversi tipi, una “mappa molecolare dei componenti del sistema immunitario e dello stroma” (il tessuto connettivo di supporto) nel naso, nei bronchi e nei polmoni.

In questo atlante hanno individuato alcuni elementi presenti nei polmoni degli asmatici, finora mai messi a fuoco. Ad esempio, si crea una particolare situazione, un “nuovo stato cellulare”, scrivono gli autori, (una conformazione in cui si trovano le cellule), detto stato muco-ciliare, che è associato alla maggiore formazione di muco, un sintomi tipico di chi ha l’asma. “Questo atlante delle cellule ci ha fornito una migliore definizione dei tipi di cellule nei polmoni asmatici – ha sottolineato Vieira Braga – e ci ha permesso di scoprire uno stato completamente nuovo nei pazienti asmatici che produce il muco. Questi cambiamenti nell’epitelio polmonare dei pazienti asmatici sono diversi da quelli identificati in studi precedenti nelle persone con rinosinusite cronica e con polipi nasali.

I polmoni degli asmatici, inoltre, hanno molti più linfociti Th2 (o T helper 2) che inviano la maggior parte dei segnali cellulari nelle persone con asma, molto più numerosi rispetto a quelli inviati dalle cellule nei polmoni sani. Le cellule Th2 hanno un ruolo di rilievo nello sviluppo di malattie allergiche (e anche dell’asma), in cui sono iper-espresse. “Sapevamo già che le cellule infiammatorie Th2 avessero un ruolo nell’asma”, spiega Martijn Nawijn, coautore dello studio e ricercatore della ‘University Medical Center Groningen, nei Paesi Bassi. “Ma soltanto oggi vediamo quanto sia importante la loro influenza. Nelle persone in salute, tutti i tipi di cellule comunicano le une con le altre in modo che le vie aree funzionino bene. Tuttavia, nei pazienti con asma, quasi tutte queste interazioni vengono perse. Invece che una rete di interazioni, le cellule infiammatorie sembrano dominare completamente la comunicazione”.

Dallo studio emerge anche che i punti in cui trovano le varie cellule nei polmoni è importante. In particolare, cellule in aree differenti dei polmoni hanno ruoli molto diversi. Mappando la posizione e le cellule presenti è possibile avere un quadro più chiaro dello stato dei polmoni e in futuro si potrebbero trovare nuove terapie contro l’asma.

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