Redatto da Oltre la Linea.

Julian Assange è attualmente rinchiuso in un carcere di massima sicurezza nel Regno Unito e le sue condizioni di salute si fanno sempre più precarie. Come spiega InsideOver, Nils Melzer, inviato speciale dell’Onu e Professore di Diritto internazionale presso l’Università di Glasgow, ha dichiarato che il fondatore di WikiLeaks non dovrebbe essere estradato negli Stati Uniti dove è stato “deliberatamente isolato e demonizzato” sin dal 2010, Paese nel quale non riceverebbe un processo equo. Melzer ha visitato Julian Assange insieme a due medici lo scorso 9 maggio presso il carcere di massima sicurezza di Belmarsh, vicino Londra, e lo ha trovato particolarmente agitato, sotto stress e incapace di affrontare la sua complessa causa legale, spiega l’agenzia di stampa Reuters.

La denuncia dell’Onu: “Assange in condizioni critiche”

“Nella nostra visita – ha dichiarato Melzer in un’intervista rilasciata a Ginevra – Assange ha mostrato tutti i sintomi di una persona che è stata esposta a torture psicologiche per un periodo prolungato di tempo. Lo psichiatra che ha partecipato alla mia missione ha confermato che la salute di Julian Assange è critica. Non è stato ricoverato in ospedale e ora non è in grado di sostenere il processo”. Sono seriamente preoccupato, ha aggiunto l’ispettore delle Nazioni Unite, “se quest’uomo venisse estradato negli Usa affronterebbe un processo politicizzato e gravi violazioni dei diritti umani”.

In una nota, riporta sempre InsideOver, Nils Melzer ribadisce che il fondatore di WikiLeaks sarebbe stato torturato per un periodo prolungato di tempo: “Assange è stato deliberatamente esposto, per un periodo che dura da diversi anni, a forme progressivamente gravi di trattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti, i cui effetti cumulativi possono essere descritti solo come torture psicologiche”.

Julian Assange, giornaloni in silenzio

Ebbene il fatto che un giornalista australiano venga rinchiuso in un carcere di massima sicurezza insieme a dei terroristi islamisti già avrebbe dovuto mobilitare i dirittoumanisti di tutto il mondo e i giornaloni che con la retorica dei diritti umani ci dicono quali sono gli stati canaglia e quali no. A maggior ragione dopo la denuncia delle Nazioni Unite, gli stati democratici che amano predicare la democrazia liberale in lungo e in largo, dovrebbero protestare contro il trattamento disumano che sta ricevendo Julian Assange. Ma di mezzo ci sono Regno Unito e Stati Uniti, e nessuno ha il coraggio di fiatare.

Peggio dell’ipocrisia degli stati c’è soltanto quella dei giornaloni democratici che, fatta qualche eccezione – IlGiornale, Ansa, Rai News – hanno ignorato le condizioni di Julian Assange e continuano a farlo. Ci si sarebbe aspettata una grande mobilitazione a favore di un prigioniero politico, trattato come una bestia. Segnali di sdegno, condanne, qualcosa. E invece nulla. Cari giornaloni, il vostro silenzio vi qualifica per ciò che siete e rappresentate.

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(Di Ichabod Crane)

 

 

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