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Mentre l’Europa è in attesa della decisione conclusiva sulla sicurezza del vaccino di AstraZeneca da parte dell’Ema, l’agenzia continua le indagini, ribadendo che non ci sono finora indicazioni che la vaccinazione sia la causa degli eventi gravi osservati negli ultimi giorni in diversi Paesi europei. Tuttavia, anche l’Italia ha deciso di sospendere in via cautelativa le somministrazioni di questo vaccino, dopo la valutazione dell’agenzia tedesca che si occupa della sicurezza dei farmaci, il Paul Ehrlich Institute (Pei), secondo cui ci sarebbe stato un aumento di una forma speciale di trombosi venosa cerebrale, associata a trombocitopenia (mancanza di piastrine) e sanguinamento, in relazione temporalmente con il vaccino di AstraZeneca. Valutazione che ha spinto la Germania a sospendere le somministrazioni del vaccino.

Ma che differenza c’è tra i casi osservati in Germania e quelli registrati nel nostro Paese? Partiamo da quelli tedeschi. Come riporta il Pei, a oggi su oltre 1,6 milioni di vaccinazioni effettuate in Germania, ci sono stati 7 casi (6 donne e un uomo), di cui 3 fatali, di trombosi venosa cerebrale registrati dopo la somministrazione del vaccino. “Nonostante l’elevato numero di vaccinazioni con AstraZeneca, è superiore alla media”, si legge nelle Faq dell’agenza tedesca. “Per questo motivo il Pei ha deciso di raccomandare una sospensione temporanea delle vaccinazioni”.

La trombosi venosa cerebrale, ricordiamo, è una forma di trombosi molto rara (l’incidenza è stimata tra i 2 i 5 casi per milione all’anno), caratterizzata dall’occlusione della vena cerebrale tramite coaguli di sangue. Il tasso normale, continua l’agenzia tedesca, statisticamente atteso dovrebbe essere nel gruppo dei vaccinati ed entro un periodo di 14 giorni dalla somministrazione, da 1 a 1,4 trombosi delle vena sinusale sempre su 1,6 milioni di vaccinazioni. Secondo questo calcolo, sono stati segnalati più casi di trombosi sinusale di quanto ci si aspetterebbe statisticamente”, scrivono dal Pei. “Chiunque sviluppi mal di testa persistente da 4 a 14 giorni dopo la vaccinazione con AstraZeneca o sviluppi un’emorragia puntiforme della pelle deve contattare un medico”.

Poiché eventi di trombosi possono verificarsi anche con le pillole contraccettive, perché tutto questo caos sul vaccino AstraZeneca? Come precisa il Pei, le trombosi, anche mortali, sono note per essere un effetto collaterale molto raro delle pillole anticoncezionali e sono infatti elencate nel foglietto illustrativo. “Per la vaccinazione AstraZeneca Covid-19, il raro effetto collaterale di una trombosi della vena sinusale, che a volte può essere fatale, non è stato ancora elencato”, si legge. “La fiducia e la trasparenza sono sempre fondamentali quando si prescrivono farmaci, ma soprattutto quando si tratta di vaccini, che sono ampiamente utilizzati nelle persone sane”.

In Italia, degli eventi tromboembolici in relazione temporale alla vaccinazione finora registrati (fino al 10 marzo scorso secondo l’Ema sono stati registrati complessivamente 30 casi di eventi trombotici su 5 milioni di vaccinati, ma i dati sono in evoluzione), solo uno potrebbe essere una trombosi venosa cerebrale (ma si sta ancora indagando per confermarlo). Al 26 febbraio scorso, secondo quanto riportato dall’ultimo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini dell’Aifa, sono state inserite 40 segnalazioni con esito decesso, per un tasso di segnalazione di circa 0,97 su 100mila dosi somministrate. “Non ci sono casi di decesso a seguito di shock anafilattico o reazioni allergiche importanti”, si legge nel documento. “Molto spesso il decesso è legato a cause cardiovascolari in pazienti che avevano patologie cardiovascolari di base”.

A parlarne è stata di recente anche l’Associazione italiana di epidemiologia, che in una recente nota sottolinea come, basandosi sui dati della letteratura scientifica relativi alla incidenza della trombosi venosa profonda e ai dati sui ricoveri, sia possibile stimare che ogni anno sono attesi nella popolazione generale (tra 35 e 70 anni di età) circa 80 casi ogni 100mila persone. Questa stima, aggiungono gli esperti, porta a un numero di casi attesi a settimana di 1,5- 2, ossia 6-8 casi nell’ultimo mese per 100mila persone.

“Al 14 marzo 2021, risulta che 184.219 soggetti appartenenti alle Forze Armate e di Polizia e 610.305 soggetti appartenenti al personale scolastico hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca, nell’arco di un mese, per un totale di quasi 800 mila persone”, commentano gli esperti. “Alla luce delle evidenze disponibili, pertanto, in questa popolazione, in un mese si sarebbe dovuto verificare per il solo effetto del caso (6-8 casi/100,000 per 800,000 persone) un numero di ricoveri ospedalieri per Tbv compreso tra 48 e 64. Questi casi si verificano non certo per effetto del vaccino ma per effetto della normale incidenza della malattia”.

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