Redatto da Oltre la Linea.

A L’Aria che tira Myrta Merlino è categorica: “Quello che è successo dovrebbe farci riflettere tutti!”. Ma mica sul fatto che un senegalese con un pezzo di carta possa non essere italiano semplicemente grazie a una firma. E nemmeno sul fatto che la sua azione – utilizzando i metri liberal – sia stata indiscutibilmente razzista, in quanto diretta verso un gruppo di bambini in gran parte di etnia europea e non subsahariana.

No no, per Myrta Merlino occorre intervistare Adam, bambino marocchino nato in Italia e chiedergli sulla drammatica vicenda vissuta personalmente. Per poi sentenziare che “questi bambini (quelli come Adam) sono più italiani di noi!“.

E infine la perla. L’umanissima conduttrice piena di amore per il prossimo chiede al povero ragazzino se si sente italiano o marocchino: “Tutte e due” risponde il poveretto, circuito e attorniato da una sequela di squali cronistici che avevano l’unico scopo di rilanciare il multiculturalismo ad ogni costo, ignorando i dati di fatto di una tragedia che è stata sfiorata anche in virtù delle loro idiozie.

Insomma, invece di ricordare i principi in base ai quali Ossueynou Sy stava per bruciare 51 bambini, invece di sottolineare il problema delle origini e delle cittadinanze, la soluzione della Merlino e di La7 è “più ius soli”. Sempre più svegli, sempre più ancorati alla realtà e ai bisogni della gente. Bravi!

(di Stelio Fergola)

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