(illustrazione: Getty Images)

Si legge su diversi quotidiani che il tasso di positività al coronavirus nella giornata di oggi è crollato dal 10,7 di ieri al 5,9% del 15 gennaio. Una variazione al ribasso di quasi il 50% che si guadagna chiaramente le homepage. Ma bisogna fare attenzione, perché in realtà le cose sono un po’ più complesse di così, per due ragioni.

1. Da oggi si contano anche i tamponi antigenici

Dal 15 gennaio nei numeri diffusi dalla Protezione civile aggiunge al totale di tutti i test eseguiti non solamente i tamponi molecolari, quelli cui siamo ormai abituati, che richiedono per l’analisi qualche giorno, ma anche i tamponi (o test) rapidi antigenici. Si tratta di test più veloci, che nelle ultime settimane sono stati adottati massicciamente dalle regioni italiane, ma che non erano ancora considerati nei numeri ufficiali presentati. Rispetto al numero totale di tamponi che vengono fatti in Italia, la differenza è apprezzabile: ieri erano stati eseguiti in totale circa 160mila tamponi molecolari, mentre oggi il numero totale di test sale a oltre 273mila test (che comprendono sia i molecolari che gli antigenici).

2. Ci sono diversi tassi di positività

Online si legge di questo dimezzamento del tasso di positività, ma è bene tenere presente che si possono calcolare due diverse percentuali su questi numeri. Da un lato c’è il tasso di positività che si ottiene prendendo in considerazione il numero di positivi sul numero totale dei test eseguiti (e in questo caso tra ieri e oggi si è passati dal 10,7 al 5,9%).

Attenzione a dire che il tasso di positività è crollato

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L’altro tasso invece riguarda invece il numero di positivi sul totale dei primi test eseguiti, escludendo i tamponi di controllo. In questo caso quindi si tengono presenti solamente quei casi che non sono mai stati tracciati, togliendo il rumore di tutte quelle persone che sono ancora positive. Guardando questi dati, si vede sempre una riduzione tra ieri oggi, ma che passa dal 25,1 al 20%. In sostanza, quindi, si ridurrebbe non del 50% ma del 20%. Ma è giusto parlare di calo tra ieri e oggi?

Le buone notizie e le notizie che forse non lo sono

L’inclusione dei tamponi antigenici è un’ottima notizia, visto che ci dà conto di una più vasta operazione di tracciamento, ma ci costringe a tenere in considerazione anche che fino a ieri abbiamo pesantemente sottostimato il numero di test eseguiti in Italia e ci rende difficilmente confrontabili i numeri sui tamponi di ieri con i numeri sui tamponi di oggi. Quello che possiamo dire è che sicuramente le cifre di oggi sono più accurate di quelle di ieri.

Come abbiamo sempre cercato di sottolineare qui su Wired, purtroppo mettere sullo stesso piano le singole cifre quotidiane non ha molto senso, viste le variazioni casuali di ogni giorno e ancora meno in questo caso. Piuttosto, conviene guardare alle tendenze, cercando di ampliare lo spettro di osservazione su più giorni. Aspettiamo quindi qualche giorno e vedremo (speranzosi) se la tendenza al ribasso sarà confermata.

(si ringrazia Riccardo Saporiti per il grafico)

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