Bank of America due giorni fa, durante la Fortune’s Brainstorm Finance conference, ha dichiarato di volere una società “cashless”, che non usi mai il denaro cash, il contante, per effettuare pagamenti.

Se da un lato questo può significare una minore evasione fiscale, dall’altro lato avere una società senza contante vorrebbe anche significare che ogni singola transazione dovrebbe passare per un’istituzione o comunque da una terza parte, che sia una banca, PayPal, o altri giganti del settore dei pagamenti.

Questo non comporta solo delle fee maggiori, ma anche che la terza parte coinvolta possa controllare, sorvegliare e monitorare tutte le transazioni.

Inoltre, questo vorrebbe anche dire che tutte le persone non in possesso di documenti di identità validi o provenienti da Paesi del Terzo mondo che non hanno la possibilità di avere un conto in banca abbiano maggiori problemi ad essere pagati o pagare, se nessuno dovesse più accettare contante o se nessuno ne avesse più in tasca.

Ed è qui che bitcoin e le criptovalute in generale potrebbero entrare in gioco. Infatti, che il cash stia cadendo in disuso è chiaro, ma quale potrebbe essere il futuro? Un mondo in cui tutte le transazioni vengono cedute sotto il controllo di un’autorità centrale o che si effettuino sempre più pagamenti in crypto per riuscire a tutelare la propria privacy e autonomia?

Per approfondire, segnaliamo un’interessante intervista di Andreas M. Antonopoulos:

 

 

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