Uno dei co-autori del documento originale di Lightning Network ha proposto una nuova Bitcoin scaling solution, una soluzione innovativa per avere una blockchain più scalabile.

Si tratta di Tadge Dryja, che ha condiviso il nuovo documento su Twitter dicendo:

“Ho postato Utreexo, un nuovo documento sulla scalabilità di bitcoin, su IACR ePrint.  Grazie a coloro che hanno aiutato per questo lavoro guardando oltre le critiche”.

Il documento, infatti, è scaricabile dall’ePrint di IACR, e si intitola “Utreexo: A dynamic hash-based accumulator optimized for the Bitcoin UTXO set”.

Nell’abstract si legge:

Nella rete di consenso di Bitcoin, tutti i nodi raggiungono un accordo sul set di Unspent Transaction Outputs (il set “UTXO”). La dimensione di questo stato condiviso è un vincolo di scalabilità per la rete, poiché la dimensione del set si espande man mano che gli utenti si uniscono al sistema, aumentando i requisiti di risorse di tutti i nodi. Il disaccoppiamento delle dimensioni dello stato della rete dai requisiti di archiviazione delle singole macchine ridurrebbe i requisiti hardware della convalida dei nodi. Introduciamo un accumulatore basato su hash per rappresentare localmente il set UTXO, che è logaritmico nella dimensione del set completo. […] Nelle nostre simulazioni di download della blockchain di Bitcoin fino all’inizio del 2019 con 500 MB di RAM allocati per la memorizzazione nella cache, le prove aggiungono solo circa il 25% alla quantità [di dati] già scaricata“.

Quindi Utreexo renderebbe lo stato dei nodi completi di Bitcoin, ovvero il set UTXO, più piccolo e più facile da eseguire, in modo da militare gli ostacoli alla scalabilità del sistema.

Dryja è uno dei più importanti sviluppatori dietro l’idea di Lightning Network e questa sua nuova soluzione parte da motivazioni simili a quelle che hanno portato allo sviluppo di LN.

Tuttavia non agisce come un secondo livello, ma sugli stessi full node di Bitcoin, semplificandone l’esecuzione.

Nel documento si legge:

“Con l’aumentare del numero di utenti del sistema, aumenta il set UTXO e aumenta il costo delle risorse per l’esecuzione di un nodo. Ciò ha portato a una proporzione sempre più ridotta degli utenti che eseguono un proprio full node in quanto più utenti si affidano a client light o a nodi di terze parti per informarsi sullo stato della rete. […] I nodi che utilizzano l’accumulatore devono solo memorizzare una rappresentazione di dimensioni logaritmiche del set UTXO, riducendo notevolmente lo spazio di archiviazione ed i tempi di ricerca del disco”.

Per fare ciò Utreexo utilizza prove crittografiche per utilizzare meno dati senza però compromettere la sicurezza. Tuttavia, se da un lato si riducono i dati del set UXTO, dall’altro i dati riguardanti le prove crittografiche aumentano il carico di banda della rete, anche se solamente del 25% circa.

Secondo Dryja, ora il codice deve essere testato da altri sviluppatori e ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che questa soluzione possa essere realmente adottata.

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