Un supercomputer (foto: Laura A. Oda/Digital First Media/The Mercury News via Getty Images)

Bologna deve molto del suo prestigio al passato: è la città dove è nata la prima università del mondo occidentale, nel 1088. Oggi, però è diventata anche il simbolo della corsa verso il futuro.

Il capoluogo emiliano è stato scelto dall’Unione europea per ospitare un supercomputer nell’ambito del progetto comunitario Euro Hpc (high performance computing). La macchina, che sarà in grado di compiere miliardi di operazioni al secondo, permetterà all’Ue di competere ad armi pari con Cina e Stati Uniti in settori strategici come la difesa, la ricerca, la medicina e i cambiamenti climatici. Tra le altre cose, il supercomputer riesce infatti a fare previsioni attendibili su come sarà il clima tra qualche anno: una base da cui si può partire per elaborare modelli meteo a lungo termine e prevenire le conseguenze più disastrose.

Soddisfatto il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti. “Si tratta di un progetto che riconosce la leadership del nostro paese in questo settore”, ha detto commentando la notizia. “Ci permetterà di sfruttare appieno le potenzialità offerte dai cosiddetti big data e dall’intelligenza artificiale”.

I dettagli del progetto

L’Italia non sarà l’unica ad ospitare il supercomputer. Euro Hpc ha scelto infatti otto siti in tutto per sviluppare la sua rete. Gli altri sette sono Sofia (Bulgaria), Ostrava (Cechia), Kajaani (Finlandia), Bissen (Lussemburgo), Minho (Portogallo), Maribor (Slovenia) e Barcellona (Spagna).

Tre di questi supercomputer saranno precursori di macchina a esascala, in grado cioè di fare 150 milioni di miliardi di calcoli al secondo. Gli altri cinque, invece, avranno una capacità inferiore: le operazioni saranno 4 milioni di miliardi al secondo (in questo caso si parla di macchine a petascala). Tutti dovrebbero essere operativi nella seconda metà del 2020.

Allora, saranno passati meno di due anni dal lancio di Euro Hcp, avvenuto a novembre 2018. La candidatura di Bologna era arrivata il 2 aprile su iniziativa di Cineca, il consorzio interuniversitario per il calcolo automatico dell’Italia nord orientale. “L’idea è quella di costituire l’hub più importante per l’hpc in Europa e uno di livello globale”, aveva detto a Wired il direttore di Cineca Sanzio Bassini.

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