Il 15 e il 16 novembre Genova ospiterà C1A0 Expo, un evento sull’intelligenza artificiale, e relativo impatto su società, imprese e vita quotidiana, che ha più di un ambizione. Se è vero infatti che non mancano ormai nel panorama italiano manifestazioni simili, con un palinsesto fatto di talk, hackaton e incontri tra esperti, l’appuntamento genovese, di cui Wired Italia è media partner, si carica di suggestioni diverse rispetto al solito guardando al contesto locale.

Dopo la caduta del Ponte Morandi del 2018, c’è sicuramente bisogno di proiezione sul futuro e di confermare che a Genova, che gode della presenza dell’Istituto italiano di tecnologia e del polo tecnologico degli Erzelli, ci sono reali presupposti perché il capoluogo possa essere riconosciuto come “una delle capitali dell’intelligenza artificiale e della robotica”. Non meno rilevante anche la volontà di avvicinare il grande pubblico al tema, con un approccio che, alla conferenza milanese di presentazione, viene definito divulgativo ma anche pop. Una cifra giusta ma anche un po’ sfidante in una città percepita, demograficamente, non proprio come giovane. Tuttavia, l’artificial intelligence è ormai intorno a noi, basti pensare alla smart home, e non aggiornarsi significa non riuscire cogliere numerosi vantaggi. Lavoro, applicazioni nella vita quotidiana, etica ed educazione sono i quattro angoli di osservazione che saranno al centro della rassegna.

I genovesi, e non, che saranno presenti alla due giorni potranno ascoltare il racconto delle diverse sfaccettature dell’Ai sul palco principale dell’evento, il canonico mainstage; l’arena sarà invece lo spazio dedicato ad aziende e startup; i workshop saranno invece di scena al Tech Garden, per professionisti, studenti e giovanissimi con un focus su robotica, big data e marketing. Spazio anche ad appuntamenti collaterali, con un hackaton che verterà su tematiche legate a energia e ambiente (sponsorizzato da Iren, sarà di scena alla Camera di Commercio); una call4startup dedicata all’innovazione nel segmento e anche un panel formativo dedicato ai soli giornalisti, in collaborazione con l’Ordine regionale. La manifestazione si svolgerà, complessivamente, a Palazzo San Giorgio, in pieno centro storico, di fronte al Porto antico: oggi sede dell’Autorità di sistema portuale del mar Ligure Occidentale, a partire dal 1407 fu la sede delle Compere e dei Banchi di San Giorgio. Tra i primi ospiti il direttore scientifico dell’Iit Giorgio Metta, l’evangelist Ivan Ortenzi, il teologo esperto di digitale Paolo Benanti.

Vecchio e nuovo devono dialogare, come ribadito alla presentazione anche dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, all’Envisioning Theater della Microsoft House: secondo il governatore, non si tratta di “disegnare un futuro diverso da quello che c’è. Ogni volta che entri in un laboratorio in cui si sperimentano questo genere di attività, ti accorgi che alla fine alcune lavorazioni, alcuni prodotti rimangono gli stessi ma vengono portati a un livello di eccellenza, o di sicurezza o di affidabilità, grazie alle tecnologie. Non è che in Liguria non si costruiranno più le navi e i ponti, ma lo si farà in modo diverso, con skill e abilità diverse”. L’accelerazione tecnologica sta cambiando in tutto il mondo interi settori, come il turismo e la logistica, tradizionalmente forti in città. C1A0 Expo dovrà essere quindi per la città, una piattaforma grazie alla quale “rivendicare un luogo anche fisico dove tutto questo si può sviluppare; spiegare alle imprese grandi, medie e piccole che la pubblica amministrazione ci crede e vuole supportare tutto questo con le società controllate e  gli enti di scopo che abbiamo; fornire un luogo fisico di confronto e incontro tra esperienze e non ultimo, creare una consapevolezza di base anche per chi di mestiere fa tutt’altro”, afferma Toti. Regione Liguria e il comune di Genova sono partner istituzionali; c’è poi il comitato esecutivo, in cui figura Liguria International, la in-house per la internazionalizzazione, con Liguria Digitale e Digital Tree, e poi un ampio comitato di indirizzo con la Confindustria cittadina, l’Iit, l’ateneo di Genova, il Talent Garden e altri partner.

C1A0 Expo, a Genova una due giorni di intelligenza artificiale per tutti
Ivan Pitto, Silvia Candiani e Giovanni Toti

Come spiega a Wired Ivan Pitto, presidente di Liguria International, l’evento è in incubazione dalla fine dello scorso anno e “tutti stanno facendo a gara per arrivare primi in Italia e fare un simile Expo. Speriamo di essere i primi a farlo in un certo modo, un po’ più pop, anche con una parte demo che attiri le persone. Speriamo che la città cresca sempre di più tecnologicamente e nei posti di lavoro, che è quello che poi interessa a noi, che ci siano aziende che investano sul territorio e creino occupazione”.

Il tema occupazione si impone a Genova, come in altre città italiane e, nel caso dei lavori connessi alla trasformazione digitale, in ballo c’è anche il gap ancora esistente tra richieste delle aziende per accelerare e entrare completamente nel futuro e le competenze effettivamente presenti sul mercato. Un tema sottolineato anche da Silvia Candiani, amministatore delegato di Microsoft Italia, big player che, anche in Liguria, con vari partner, collabora per promuovere una cultura digitale attraverso progetti di formazione cone l’academy Maia. Quando si colmerà il gap? Risponde Candiani: “Indubbiamente le aziende si stanno muovendo, c’è ancora una carenza di persone con questo tipo di competenze, oggi quasi il 40% delle aziende dice di avere difficoltà ad avviare processi per questo motivo. Noi come Microsoft abbiamo attivato il progetto Ambizione Italia, per  fare formazione e incrementare le competenze, abbinando a quelle tradizionali la capacità di lavorare con la tecnologia, Ai, cloud. Vogliamo dare una mano a colmare questo divario, e lo abbiamo fatto in maniera ambiziosa, per formare 500 mila persone nel giro di due anni. Siamo a metà dopo un anno e le cose stanno andando nella direzione giusta”.

Microsoft supporta anche le pa in cambiamento: cosa fa la differenza, solo la capacità di investire in applicativi? “Oggi quasi il 70, 80 per cento della spesa in information technology viene dedicata alla manutenzione, non dà valore aggiunto. Se ti sposti sul cloud, ad esempio, puoi risparmiare e spostare la spesa nello sviluppo di nuovi servizi e applicazioni che possono migliorare la vita del cittadino, abbiano tempi più rapidi, siano più efficaci” risponde la manager.

Cosa bisogna fare, chiediamo infine a Candiani, per tradurre in risultati l’impatto di eventi che, come quello genovese, vogliono crere anche sensibilizzazione e divulgazione? “Credo sia importante creare degli ecosistemi innovativi; mettere più in connessione l’università, le aziende tecnologiche e l’industria, le startup, una grande risorsa come l’Iit per creare una omosi tra persone con punti di vista di partenza e conoscenze diverse, una osmosi che dia quella scintilla creativa per fare innovazione. Vediamo che laddove questo ecosistema funziona bene e mette in contatto diversi poli l’innovazione scatta più rapidamente e più di impatto”.

 

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