Redatto da Oltre la Linea.

Ieri sera abbiamo assistito all’ennesimo e squallido teatrino by La7. Scenario Otto e Mezzo, Giorgia Meloni circondata dai soliti ospiti a voce unica: Marco Damilano da un lato, Andrea Scanzi dall’altro. Lili Gruber ovviamente schierata con i due summenzionati. Tre contro uno, come al solito e da tradizione democratica della rete di Urbano Cairo.

Oggetto: la solita critica dittatoriale alla Conferenza mondiale delle Famiglia, dall’alto di una libertà di pensiero che non esiste, perché la famiglia non può essere affermata in un certo modo, deve essere per forza aperta ad ogni soluzione, a ogni circostanza, specialmente se LGBT. E guai a contestare questa visione.

La cosa più fastidiosa del vergognoso assalto alla Meloni, è stato quando il presidente di Fratelli d’Italia, riferendosi alle tre altre persone in studio con un “voi”, ha suscitato l’ “offesa indignata” del “democratico” Andrea Scanzi: “Ma perché insiste con il “voi”, chi siamo “noi”?”, dice il giornalista de Il Fatto Quotidiano. “Il voi lo dice a qualcun altro” rimpalla offesissima la Gruber. Faccio notare che per tutta la trasmissione i tre non hanno fatto che esprimere le stesse posizioni sui temi trattati, dall’immigrazionismo alla famiglia.

Addirittura Damilano si è spinto a sostenere che affermare l’esistenza di un’ideologia immigrazionista significherebbe non ammettere un’idea diversa dall’ostilità all’immigrazione, quindi essere, guarda un po’, intolleranti e autoritari. Non esiste nessuna ideologia immigrazionista, anche se tutti la professano senza dichiararla.

Dunque non bastava vedere tre persone in studio che avevano in modo evidente tutti opinioni contrarie alla Meloni sul Congresso delle Famiglie. In realtà l”indignazione” di Scanzi e della Gruber è qualcosa che ho personalmente riscontrato nei primi anni di Facebook, quando ero letteralmente circondato da persone che sui temi sociali, etici ed economici la pensavano in modo diametralmente opposto al mio.

Utilizzavo il “voi” perché constatavo una straordinaria uniformità su tutti i temi principali, e guarda un po’, molti reagivano come Scanzi: “Ma perché usi il ‘voi’, ma come ti permetti, è offensivo, ognuno di noi è una persona”. Qualcuno mi ha addirittura cancellato dalle “amicizie”, proprio non riusciva ad accettare che il proprio pensiero potesse essere simile a quello di altri, convinto come era di essere non solo libero, ma perfino originale a tutti i costi.

Ebbene, cari progressisti, liberali o chiunque vi giri intorno, trovo l’offesa per il “voi” veramente ridicola e insopportabile. Dico e diciamo “voi” quanto diamine ci pare. Ne abbiamo diritto, esattamente come voi nei nostri confronti, perché il vostro pensiero sulle seguenti materie:

1) Economia
2) Famiglia
3) Procreazione
4) Aborto
5) Immigrazione
6) Globalizzazione e liberismo
7) Varie ed eventuali

E’ quasi sempre identico e monolitico. Certo, magari ci può essere qualcuno di voi che è contrario ad uno dei punti menzionati, ma rimane comunque vicino al vostro macroschieramento perché concorda con tutto il resto, non ha di conseguenza la forza di contestarlo mantenendolo di fatto ben saldo (ad esempio un cattolico può mettere in discussione i punti 2,3 e 4, ma state sicuri che non fiaterà troppo perché preso dalla concordanza residuale).

Nel computo generale del vostro pensiero, in altre parole, cambiano proprio delle quisquiglie, delle pinzillacchere. Ora io posso anche capire che non sopportiate il fatto di non essere “unici” come siete stati abituati ad autoconvicervi da quando siete nati, come il fatto che vi si venga rinfacciato di appartenere a una corrente  in cui sono incluse tantissime persone e che ciò intacchi il vostro narcisismo individualista.

Ma la realtà è questa, capita di appartenere a dei gruppi e voi ci siete dentro con tutte le scarpe. Io mi preoccuperei più del fatto che il vostro “gruppo” faccia schifo, piuttosto che continuare con questa fesseria dell’offesa per il “voi”. Ma basta.

(di Stelio Fergola)

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