Redatto da Oltre la Linea.

Carola Rackete, pirata della Sea Watch 3, questa notte ha forzato il blocco per attraccare nel porto di Lampedusa.

Carola Rackete: tentato naufragio ai danni della GdF

Come riporta IlGiornale.it, la “Capitana” idola della sinistra no border e anti-Stato, ha usato le maniere forti tanto da “schiacciare” una motovedetta della Guardia di Finanza tra il molo e la nave Sea Watch.

Fortunatamente la manovra della comandante non ha avuto conseguenze sugli uomini delle fiamme gialle a bordo della motovedetta ma avrà pesanti ripercussioni sul piano giudiziario.

Quando la nave ha forzato il blocco, di fatto una motovedetta della Gdf è rimasta a presidiare il molo facendo la spola tra le due estremità del punto di attracco proprio per evitare l’ingresso in porto della Sea Watch, scrive sempre IlGiornale.it. La Rackete ha del tutto ignorato questo movimento e ha puntato il molo.

Sea Watch: le parole di Salvinin su Carola Rackete

Furioso il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che sui social scrive: «Solidarietà da tutti gli Italiani alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine e della Guardia di Finanza in particolare, visto che poche ore fa hanno rischiato la vita per la scelta criminale della SeaWatch».

Da giorni, prosegue Salvini, «stanno difendendo la legalità e i confini italiani, costretti agli straordinari da una nave pirata e da alcuni parlamentari di sinistra che anziché stare con le Forze dell’Ordine e con l’Italia hanno scelto di schierarsi con una ong tedesca che ha schiacciato una motovedetta delle Fiamme Gialle. I nostri finanzieri erano in grave difficoltà ma i parlamentari di sinistra applaudivano la “capitana” della #SeaWatch. Vergognoso».

Carola Rackete è stata arrestata dalla Guardia di Finanza e dovrà affrontare tutte le conseguenze del suo gesto. «Non avevamo scelta: al comandante, iscritto nel registro degli indagati, non è stata data nessuna soluzione di fronte a uno stato di necessità dichiarato trentasei ore fa e quindi era sua responsabilità portare queste persone in salvo», ha affermato Giorgia Linardi, la portavoce di Sea Watch.

Tentato speronamento: ecco cosa rischia

Come spiega quotidiano.net, Carola Rackete al momento si trova ancora nei locali della caserma delle Fiamme Gialle di Lampedusa per formalizzare il verbale.  Andrà agli arresti domiciliari, in un luogo ancora da definire – probabilmente sull’isola -, con l’accusa di violenza a nave da guerra e tentato naufragio per aver speronato una motovedetta delle Fiamme Gialle.

Entro 48 ore Carola Rackete dovrà svolgere l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Agrigento alla presenza dell’avvocato difensore. Il gip avrà poi altre 48 ore per la convalida del provvedimento. La comandante potrebbe essere processata per direttissima: la 31enne tedesca, indagata da ieri per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave militare, rischia una condanna da 3 a 10 anni solo per la violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione (resistenza o violenza contro nave da guerra).

Per il “tentato naufragio” la pena prevista è da uno a cinque anni. Circa la sanzione amministrativa – per cui è già scattato il sequestro della nave in ossequio al decreto Sicurezza-bis – la Sea Watch dovrà pagare una multa da 20mila euro che, in caso non venisse versata nei termini, potrà arrivare fino a 50mila euro.

(Roberto Vivaldelli)

L’articolo Carola Rackete: cosa rischia la capitana della Sea Watch? originale proviene da Oltre la Linea.



Leggi l’articolo completo su oltrelalinea.news