Le strade sono deserte nella città di Wuhan, nella provincia centrale dell’Hubei in Cina, epicentro del coronavirus che ha già causato il contagio di almeno 4.500 persone in dieci paesi del mondo – tra cui tre casi accertati in Francia e uno, nelle ultime ore, in Germania – oltre alla morte di 106 persone in patria.

Proprio la città di Wuhan, dove si sospetta che il virus abbia fatto il cosiddetto salto di specie, passando dagli animali all’essere umano, offre uno scenario apocalittico a cui solo il cinema e alcuni romanzi ci avevano finora abituato: le strade, le stazioni e i centri commerciali sono completamente deserti. Gli scatti che ci arrivano dalla Cina risultano ancora più disturbanti tenendo presente che non si tratta di dover evacuare un piccolo centro abitato, ma una megalopoli da oltre 11 milioni di abitanti.

E mentre i lavori per la costruzione di un nuovo ospedale per fronteggiare l’epidemia proseguono incessantemente – la fine dell’opera è stata promessa dal governo in appena dieci giorni – la città è completamente isolata, tra psicosi e precauzioni degne di una distopia d’altri tempi.

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