(foto: Miguel Á. Padriñán via Pixabay)

Il tocilizumab, un anticorpo monoclonale utilizzato nell’artrite reumatoide, potrebbe essere il secondo farmaco ampiamente efficace nei casi gravi di Covid-19, oltre al desametasone – il primo salvavita identificato contro il coronavirus. A mostrare il risultato è il più vasto studio clinico, chiamato Recovery, sulle terapie per il Covid, condotto dall’università di Oxford e da altre università inglesi, per ora non peer reviewed ma pubblicato in preprint su medRxiv. Il trial potrebbe aver individuato il secondo farmaco – il tocilizumab, appunto – che riduce la mortalità per Covid-19.

L’anticorpo monoclonale tocilizumab

Il tocilizumab è già studiato da tempo contro il coronavirus e fin dalle prime fasi della pandemia era annoverato fra le terapie potenzialmente promettenti. Si tratta di un farmaco antinfiammatorio, un anticorpo monoclonale che blocca una proteina, il recettore dell’interleuchina 6 (Il-6). L’interleuchina 6 è un’altra proteina della classe delle citochine, che gioca un ruolo importante nella risposta immunitaria che può promuovere l’infiammazione in varie malattie, incluso il Covid-19. Nei casi gravi e nelle fasi avanzate della malattia, infatti, la risposta immunitaria eccessiva è la causa dell’infiammazione estesa e grave che può condurre al decesso.

Lo studio

Dalla fine di aprile 2020 alla fine di gennaio 2021, lo studio ha coinvolto oltre 4mila pazienti ricoverati con sintomi gravi. Il 55% di loro ha ricevuto un supporto respiratorio (il 41% non invasivo mentre il restante 14% invasivo, con intubazione) e il 45% non ha avuto bisogno di supporto. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo, composto da 2022 pazienti, ha ricevuto tocilizumab e l’altro (2094 pazienti) un trattamento standard utilizzato nel coronavirus; complessivamente all’82% di loro è stato somministrato anche il desametasone.

Una riduzione della mortalità

I risultati mostrano che nel gruppo trattato con tocilizumab 596 persone (il 29%) sono decedute entro 28 giorni, contro i 694 (il 33%) del gruppo di controllo. Una riduzione della mortalità pari al 4% potrebbe sembrare molto piccola se comparata con l’effetto del desametasone – che taglierebbe a un terzo la percentuale dei decessi nei casi gravi. Ma comunque non è irrilevante.“Non è marginale”, ha sottolineato in un articolo su Science il medico Ashish Jha, preside di facoltà della School of Public Health dell’università Brown. Si tratta probabilmente del secondo farmaco che ha un impatto sulla mortalità, secondo solo al desametasone, aggiunge Athimalaipet Ramanan, reumatologo dell’università di Bristol, non coinvolto nel trial ma nel comitato di valutazione del farmaco in uno studio clinico in India.

Nei pazienti ricoverati perché avevano carenza di ossigeno e infiammazione sistemica, tocilizumab ha migliorato la sopravvivenza e lo stato di salute finale, come si legge nello studio. Questi risultati si sono osservati a prescindere dal tipo di supporto di ventilazione necessario al momento del ricovero e del trattamento con corticosteroidi sistemici (come il desametasone).

Altri anticorpi

Oltre al tocilizumab esiste già un altro anticorpo monoclonale, il sarilumab, utilizzato in reumatologia, che agisce sempre contro il recettore dell’interleuchina 6. Questo anticorpo sembra aver mostrato un effetto simile nel trial clinico Remap-Cap, anche se i dati sono molto limitati e lo studio deve essere ancora concluso. Sarà importante avere i risultati per comprendere se gli antagonisti dell’interleuchina 6 sono un’alternativa valida.

Il problema nei costi

Vari esperti sono entusiasti dei primi risultati sul farmaco, che potrebbe fornire un’arma in più nella lotta al Covid. Tuttavia la terapia risulta 100 volte più costosa del desametasone, elemento che apre un dibattito su come poter renderne possibile l’accesso a tutti. Se i paesi ricchi potranno beneficiarne, come spiega Ashis Jha, quelli poveri probabilmente no. Sperando che la situazione cambi quanto prima e che chiunque possa avere le stesse possibilità di trattamento e in generale la terapia migliore, un diritto per tutti.

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