(foto: CARL DE SOUZA/AFP via Getty Images)

Gli esport rappresentano un settore che, nel 2019, è arrivato a valere un miliardo di dollari. Un’industria dalle quale, però, sembrano essere quasi escluse le donne: sono solo il 35% dei giocatori professionisti, secondo uno studio condotto da Interpret. Un campo quindi prevalentemente dominato dagli uomini, nel quale sempre più spesso le donne sono costrette a subire cyberbullismo, aggressioni e molestie. Già nel 2014, il New York Times aveva parlato di questo fenomeno e nell’estate dell’anno scorso alcuni sviluppatori di videogame erano stati accusati di violenza sessuale e abusi da parte di alcune colleghe e gamer. Su entrambi i fronti, dopo fugaci contraccolpi all’interno della comunità degli esport, sembra essere cambiato ben poco.

Dalla notte del 24 maggio, su Twitter, YouTube, Twitch e TwitLonger più di 70 gamer – nella grande maggioranza dei casi donne – hanno condiviso le proprie storie di discriminazioni, violenze e molestie sessuali. Rivelazioni che questa volta stanno avendo un’eco più ampia, visto che hanno portato alle dimissioni di Omeed Dariani, ceo di Online Performers Group, importante agenzia che gestisce talenti nel campo dell’esport.

Come si è arrivati fin qui

A dare la stura alle denunce è stato il tweet di uno streamer di Twitch, Hollowtide, in cui quest’ultimo diceva che una persona famosa dell’ambiente aveva commesso “cose abbastanza terribili”, senza però citarne il nome.

Nei commenti al tweet tre streamer professioniste, JewelsVerne, SheSnaps e SchviftyFive, hanno raccontato la loro storia con il giocatore in questione, famoso online con il nome di Lono o SayNoToRage. Le donne hanno detto di essere state molestate fisicamente e di aver ricevuto varie offerte di carattere sessuale da Lono. Diverse ore dopo, quest’ultimo ha pubblicato un video di scuse su YouTube.“Non ci sono scuse per il mio comportamento. Non c’è modo di passarci sopra. Le cose che ho fatto sono inaccettabili. Mi dispiace profondamente”, ha detto il gamer.

Come in un’enorme effetto domino, sono arrivate le denunce di altre videogiocatrici. Tra queste anche quella di Molly Fender Ayala, streamer di Twitch e responsabile per lo sviluppo del videogioco Overwatch, che su Twitter ha accusato Dariani, ceo di Online Performers Group, di aver agito in modo inappropriato nei suoi confronti e di averle proposto anche un rapporto sessuale a tre.

Cosa sta succedendo ora

Come riportato dal New York Times, questa volta la community degli esport si è mossa in modo compatto e ha condannato le violenze. Dariani si è dimesso dal suo incarico e alcuni talenti rappresentati dalla Online Performers Group hanno deciso di abbandonare l’agenzia. Uno dei colossi dei videogame, Astro Gaming, ha annunciato la fine dei propri rapporti commerciali con Lono e con altri due streamer coinvolti nelle accuse. Facebook Gaming ha temporaneamente sospeso un altro giocatore accusato di molestie. Lo stesso sta facendo Twitch che ha pubblicato un tweet in cui ha spiegato che sta collaborando con le forze dell’ordine per segnalare e punire le violenze e le molestie di alcuni utenti.

Gli streamer stanno organizzando per il 24 giugno una manifestazione online: per tutto il giorno si asterranno dall’usare Twitch per spingere le società di gaming ad affrontare il tema del razzismo e delle molestie sessuali.

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