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La caccia a un vaccino efficace nella lotta contro l’hiv continua senza sosta. E ora, un nuovo passo in avanti è stato fatto nei laboratori della Scripps Research: un vaccino sperimentale si è infatti dimostrato in grado di neutralizzare più ceppi del virus dell’hiv. In particolare, i test, finora svolti sui conigli, hanno dato risultati molto promettenti: gli anticorpi generati, infatti, sono ampiamente neutralizzanti e hanno preso di mira almeno due noti siti vulnerabili del virus. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Immunity.

Premesso che il virus dell’hiv è in continua evoluzione, se si vuole fornire una protezione efficace è di fondamentale importanza lo sviluppo di un vaccino che sia in grado di generare i cosiddetti anticorpi neutralizzanti ad ampio spettro, bnAbs (broadly neurtralizing antibodies), che possono neutralizzare diversi ceppi di hiv in quanto si legano a siti vulnerabili del virus che non variano molto da ceppo a ceppo. Ma lo sviluppo di un vaccino efficace è tutt’altro che semplice, sia per il rapido tasso di mutazione del virus che per i suoi vari meccanismi di fuga dall’attacco immunitario.

E la sfida principale è proprio quella di trovare un modo per stimolare il sistema immunitario a creare i bnAbs. I risultati di questo nuovo studio, spiegano i ricercatori, rappresenta quindi un passo avanti verso la creazione di un vaccino efficace contro l’hiv, uno dei principali obiettivi della scienza medica sin da quando il virus è stato identificato nel 1983. “È una prova iniziale, ma importante, e ora stiamo lavorando per ottimizzare la progettazione di questo vaccino”, afferma l’autore Richard Wyatt, della Scripps Research.

Dalle sperimentazioni, durante le quali il vaccino è stato somministrato a 12 conigli, i ricercatori hanno scoperto che cinque di loro sono riusciti a sviluppare anticorpi in grado di neutralizzare più virus dell’hiv. Successivamente, hanno identificato due distinti tipi di anticorpi bnAbs: uno, chiamato E70, blocca un importante sito di legame del Cd4 fondamentale per l’ingresso del virus nelle cellule, mentre l’altro, l’1C2, destabilizza la proteina Env, che ha normalmente il compito di mediare l’ingresso dell’hiv nelle cellule ospiti.

La scoperta, concludono i ricercatori, è un’importante dimostrazione che il vaccino contro l’hiv può indurre la produzione di bnAbs capaci di attaccare più siti del virus. Il team sta ora continuando a sperimentare e migliorare la propria strategia di vaccino nei modelli animali, ma spera di poterlo testare a breve anche sulle scimmie per arrivare poi agli esseri umani.

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