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L’edizione all-digital del Ces 2021 porta un grosso rammarico e una grande soddisfazione“, ci ha rivelato Carlo Ferro, presidente ICE, l’agenzia per la promozione delle imprese italiane. Per via dell’emergenza globale della pandemia Covid-19, infatti, non è stato possibile proseguire col programma originario di raddoppiare di anno in anno il numero delle startup italiane partecipanti al Consumer Electronics Show.

Tuttavia, questa edizione tutta digitale non ha fatto altro che accelerare processi già in corso da tempo e le realtà del Bel Paese si sono dimostrate pronte. Dalle 25 presenze del 2018 alle 46 dell’anno scorso, il Ces 2021 doveva originariamente accogliere ben 100 startup tricolore. L’imprevedibile pandemia ha mescolato tutte le carte sul tavolo, ma nonostante questo l’Agenzia Ice è riuscita a aumentare la partecipazione rispetto al 2020, salendo a 53.

Pazienza, rinvieremo di un anno – ha proseguito il Presidente Ferro –
Quel che vedo positivo è che i temi del digitale come strumento di risposta alle difficoltà del business e nelle relazioni interpersonali abbiano portato esempi e iniziative estremamente significative.
Abbiamo 53 stand virtuali che danno luogo a incontri b2b con operatori della filiera e investitori nei settori che spaziano da realtà virtuale o aumentata all’intelligenza artificiale, ma anche cloud computing, e-commerce, internet delle cose e così via. Abbiamo messo insieme una bella vetrina“.

Un’edizione tutta digitale è la migliore risposta alle esigenze del 2021, ma al contempo porta in dote una serie di cambiamenti niente affatto nuovi. “Ho una convinzione, queste necessità vengono da prima dell’emergenza della pandemia. La digitalizzazione dei sistemi fieristici è un’opportunità di estendere a 365 giorni all’anno l’attività di network e relazioni di business che si creano in fiera“. L’esempio più fulgido è la piattaforma Fiera Smart 365, messa a disposizione dall’Agenzia Ice per mantenere il contatto con controparti all’estero e per condividere contenuti da remoto. “Nella speranza che tutto torni alla normalità, questi sistemi rimarranno un amplificatore e diffusore importante durante i giorni di fiera e potranno anche andare oltre l’evento, per potenziare le relazioni”.

Le startup italiane presenti al Ces 2021 coprono tutti gli ambiti, compresi quelli più attuali come la realtà aumentata, virtuale o mista con Ar Market che si dedica a istruzione e lavoro oppure Dilium Smart Mirror per rimanere informati sulla propria salute. L’intelligenza artificiale è rappresentata da quattro startup come Revelis Ai-Guard che propone una soluzione software per rilevare il distanziamento sociale e l’utilizzo della mascherina.

Nel caldissimo segmento dello Smart Cities e Resilienza c’è evway by Route220 con la sua recentemente aggiornata applicazione che offre un servizio completo per chi guida elettrico dalla pianificazione del viaggio all’esplorazione del territorio. Nel cloud computing appaiono nomi ben noti come Cubbit che offre cloud storage distribuito e sicuro mentre il settore più rappresentato è l’Internet delle Cose con 12 aziende.

“Oggi stiamo rispondendo a una criticità, – afferma il Presidente Ferro – però stiamo anche preparando qualcosa che nel futuro darà benefici alle imprese. Gli interventi a supporto delle imprese devono essere ispirati da un buon bilanciamento tra reazione e visione. La reazione è ciò che serve a ripartire da una situazione di emergenza, assicurando alle imprese italiane di essere pronte a ripartire da dove si erano fermate. La visione è aiutarle a posizionarsi su modelli di commercio internazionale e competizione sui mercati che già stavano cambiando“.

E dopo il Ces? “Ci sarà il Biotech di San Francisco, un altro evento tutto digitale, continueremo nel nostro lavoro di supporto per le iniziative italiane presso il sistema di venture capital di tutto il mondo“.

 

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