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(foto: Marco Verch/Getty Images)

Nata lo scorso 1° marzo, Confindustria Dispositivi Medici è l’organizzazione che, raccogliendo con una nuova identità l’eredità di Assobiomedica, raggruppa sotto un unico cappello tutto il panorama italiano delle imprese che si occupano di tecnologie e di dispositivi per la salute e la qualità della vita. Costola di Confindustria, oltre alla sede romana di viale dell’Astronomia aprirà questa settimana la sua casa milanese, in via Marco Burigozzo 1/A nella zona dei Navigli.

L’appuntamento è per giovedì 28 marzo, dalle ore 16:30, per l’inaugurazione ufficiale della sede meneghina, contestualmente a cui verrà anche eletto il primo presidente della neonata federazione di imprese.

Un evento sulla medicina del futuro
Non solo formalità istituzionali: il pomeriggio dell’inaugurazione sarà anche occasione per parlare dello stato del settore medicale dal punto di vista della comunicazione e della tecnologia, in un talk battezzato Tech4life in cui saranno anche presentati e discussi i risultati dell’omonima indagine realizzata da Community media research. A moderare l’incontro sarà il direttore di Wired Federico Ferrazza, e tra gli speaker spiccano Cosimo Accoto, ricercatore al Mit di Boston, Amedeo Balbi, astrofisico e divulgatore scientifico, Marco Simoni, presidente di Human Technopole, e Giusi Versace, parlamentare e atleta paralimpica.

Alla presenza di rappresentanti delle istituzioni locali e del mondo delle imprese, l’obiettivo del dibattito è raccontare quanto gli italiani siano pronti ed educati per accogliere la medicina che arriverà nei prossimi anni, dall’attuale percezione a livello popolare delle nuove tecnologie mediche al valore sociale di un’informazione corretta. Per arrivare a definire le caratteristiche distintive dei cosiddetti internauti della salute.

Per accreditarsi all’evento, il cui hashtag è #IlFuturoÈadesso, è sufficiente registrarsi sulla pagina ufficiale dell’inaugurazione.

Numeri e obiettivi del settore dei dispositivi medici
3.957 aziende, oltre 76mila dipendenti occupati, più di un milione e mezzo di dispositivi medici prodotti e un mercato che – tra export e acquirenti interni – vale nel complesso per l’Italia 16,5 miliardi di euro all’anno: sono queste le cifre che raccontano il mondo delle imprese del settore medical device, che può vantare anche ottime prospettive di espansione.

Quando si parla di dispositivi medici, in particolare, ci si riferisce a strumenti che spaziano dalle attrezzature chirurgiche alle apparecchiature diagnostiche, includendo anche test di laboratorio fra cui quelli genetici, software per monitorare i parametri vitali, protesi dentali, ausili sanitari e app per la salute. In chiave hi-tech, inoltre, esistono alcune nuove categorie di prodotti già disponibili sul mercato, dai robot prestati alla medicina ai biosensori, includendo tutte le applicazioni dell’intelligenza artificiale all’healthcare e le stampanti 3D capaci di realizzare tessuti e organi.

Tanti di questi dispositivi, frutto della ricerca biomedica, sono già oggi parte integrante del nostro corpo, o per lo meno contribuiscono a sostenerlo, proteggerlo e migliorarlo. In altri casi aiutano i medici nello svolgimento della loro professione, e a tutto ciò si uniscono tutte le applicazioni per la salute rese possibili dalle tecnologie della comunicazione, nella maggior parte dei casi accessibili tramite lo smartphone a cominciare dagli ausili per la memoria.

Tech4life, un’anteprima della nuova ricerca su salute e tecnologia
Secondo i primi dati resi noti nell’ambito della ricerca Tech4life: la salute tra informazione e tecnologia, il 70% degli italiani dichiara di aver beneficiato di un miglioramento nella qualità della vita grazie all’adozione di dispositivi medici. Tra quelli ritenuti più utili emergono gli strumenti per la cardiostimolazione, ossia defibrillatori a pacemeker, insieme agli apparecchi per la misurazione della pressione e ai lettori istantanei per la glicemia. Seguono a ruota, nella classifica di gradimento, le protesi acustiche e gli ausili per l’incontinenza.

Come ha recentemente dichiarato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, “l’industria dei dispositivi medici sta contribuendo in modo significativo all’evoluzione della medicina moderna, rappresentando un’opportunità di sviluppo dei moderni sistemi sanitari nonché un asset strategico in grado di generare investimenti e fiducia nel Paese”. Le tecnologie biomediche e della comunicazione, d’altronde, presentano diverse analogie. Dalla loro genesi, che è frutto di studio, di ricerca e innovazione continua, di fabbriche intelligenti, di contaminazione fra campi diversi e di applicazione dei trend tecnologici come l’intelligenza artificiale. Fino al loro valore sociale: entrambe mettono in relazione le persone e le connettono con il mondo, favorendo lo stare insieme agli altri, dando un impatto positivo alla quotidianità e migliorando l’auto-percezione di ogni individuo.

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