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Le dichiarazioni di questi giorni del direttore generale di Aifa Nicola Magrini e di Guido Forni, immunologo associato all’Accademia nazionale dei Lincei, riportano l’attenzione su CVnCoV, il vaccino a mRna dell’azienda tedesca CureVac: la fase sperimentale si starebbe concludendo e salvo sorprese l’approvazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) potrebbe arrivare tra maggio e giugno. Ecco quello che c’è da sapere.

CVnCoV

Il vaccino anti-Covid di CureVac sfrutta la tecnologia a mRna per stimolare la risposta del sistema immunitario. Proprio come i prodotti di Pfizer e Moderna, contiene molecole di mRna per la proteina spike del coronavirus avvolte da nanoparticelle lipidiche per proteggere dalla degradazione e favorire l’assorbimento da parte delle cellule dell’organismo. Quando l’mRna entra in una cellula, questa lo legge e comincia a sintetizzare la proteina spike di Sars-Cov-2. Le cellule immunitarie riconoscono l’antigene virale come estraneo all’organismo, montando dunque una reazione di difesa che porta alla produzione di anticorpi specifici e di cellule della memoria capaci di riconoscere e neutralizzare il coronavirus vero e proprio.

Sperimentazione in corso

Il vaccino di CureVac si trova ancora in fase sperimentale (trial clinico Herald di fase 2b/3) in Europa e America Latina. Le 40mila persone coinvolte (un gruppo over 61 e uno tra i 18 e i 60 anni) hanno ricevuto 2 dosi di vaccino alla distanza di 28 giorni. Un dato di efficacia ufficiale al momento non c’è, ma l’azienda avrebbe discusso con Ema di valutare la protezione conferita nei confronti anche di alcune varianti.

Approvazione in vista?

Ma l’iter di approvazione, per quanto velocizzato dalla rolling review iniziata già a febbraio, non si potrà concludere finché Ema non avrà modo di visionare i dati finali relativi alla sperimentazione. Le recenti dichiarazioni a Radio24 del direttore generale di Aifa Nicola Magrini, comunque, prospettano la fine dello studio sul vaccino di CureVac verso la metà di maggio e la registrazione in Europa tra fine maggio e inizio giugno, così come annunciato dal Ceo dell’azienda stessa durante un’intervista a Cnbc.

Rifornimenti

CVnCoV rappresenta per l’Unione Europea una grande speranza per uscire più velocemente dall’emergenza coronavirus e un’opportunità per diminuire la dipendenza dalle forniture delle farmaceutiche americane – in particolare da Pfizer e Moderna, le uniche a produrre vaccini a mRna, che, stando ai dati attuali, hanno un’efficacia superiore rispetto ai vaccini a vettore virale.

Per questo l’Ue ha stipulato a novembre 2020 un contratto che impegna CureVac a fornire (per iniziare) 225 milioni di dosi del proprio vaccino da distribuire tra gli stati membri. La produzione massiccia, però, rimane una sfida, che l’azienda tedesca sta affrontando stipulando accordi con altre realtà farmaceutiche europee per arrivare all’obiettivo di 1 miliardo di dosi nel 2022.

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