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Un servizio da rendere al Paese, per saperne di più sull’epidemia di Covid-19. Aderire all’indagine di sieroprevalenza del ministero della Salute (quella che verificherà nel sangue di 150mila cittadini la presenza di anticorpi contro Sars-Cov-2) non è un obbligo, ma è importante farlo, ha ribadito il ministro Roberto Speranza. Gli italiani selezionati a campione dall’Istat, però, sembrano pensarla in modo un po’ diverso: su 7.500 telefonate effettuate dai 700 volontari della Croce rossa italiana (Cri) in 21 call center (uno per regione) solo il 25% ha accettato di partecipare, mentre il 60% si è detto indeciso. Una titubanza forse dovuta all’incertezza di ciò che accadrebbe se si risultasse positivi al test sierologico.

L’indagine di sieroprevalenza

L’iniziativa del Ministero della Salute e dell’Istat (equivalente a quella già intrapresa in altri Paesi), mira a fotografare la diffusione del nuovo coronavirus nella popolazione. Con un semplice prelievo di sangue venoso si va a verificare la presenza di anticorpi contro Sars-Cov-2. L’esito positivo del test sierologico indica che la persona è venuta a contatto con il virus.

Chi verrà testato?

La rilevazione statistica viene effettuata su 150mila cittadini sull’intero territorio italiano, in considerazione di genere, età, settori di attività economica, regione di residenza. Così in Lombardia saranno contattati 30mila cittadini, in Veneto 13mila, in Emila Romagna 12mila, in Campania, Lazio e Sicilia più di 11mila, e via a scalare fino ai 4mila cittadini in Valle d’Aosta. L’elenco dei comuni coinvolti è disponibile sul sito del Ministero della Salute.

Non ci si può candidare spontaneamente, ma le persone selezionate dall’Istat vengono contattate telefonicamente (su rete fissa ma anche mobile) dagli operatori della Cri. Le chiamate provengono dal numero di Croce Rossa le cui prime cifre sono 06.5510.

Come si svolge?

Dopo aver avuto la disponibilità dei cittadini ad aderire all’indagine, viene sottoposto un veloce questionario e fissato un appuntamento per effettuare il prelievo presso i centri individuati dalle Regioni o i punti di prelievo della Cri. Il test sierologico per i partecipanti all’indagine è gratuito. Entro 15 giorni dal prelievo verranno comunicati i risultati del test; l’anonimato è garantito dall’assegnazione a ciascun nominativo di un numero d’identificazione grazie al quale acquisire il risultato. Qualora il test fosse positivo, la persona verrà messa in temporaneo isolamento domiciliare in attesa di essere contattata dal Servizio sanitario regionale per effettuare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità.

I primi riscontri

Le telefonate sono iniziate lunedì 25 maggio e in due giorni sono stati contattati circa 7.500 cittadini dai volontari della Cri. Già il 26 maggio sono stati fatti i primi prelievi in Abruzzo, Liguria, Basilicata, Province Autonome di Trento e Bolzano, Lazio.

La Cri ha riferito di aver avuto tutto sommato un buon riscontro dai cittadini interpellati, anche se il presidente della Croce Rossa Francesco Rocca ha lanciato un appello a rispondere al telefono: non si tratta di stalker o di truffe telefoniche.

I dati però dicono che sul totale del campione di popolazione raggiunto finora solo il 25% del cittadini dà subito la propria disponibilità a partecipare. Il 60%, invece, rimane indeciso e chiede di essere ricontattato. Finora l’adesione maggiore all’indagine si è registrata nelle Marche e in Sardegna, seguite da Umbria e Lombardia, mentre Sicilia e Campania latitano.

Come mai questa indecisione? Più che lo scarso senso civico degli italiani forse a pesare sulla scelta è l’incertezza delle tempistiche dell’isolamento domiciliare qualora si risulti positivi al test sierologico: quando sarà possibile fare il tampone naso-faringeo per verificare la presenza del virus (quindi la contagiosità) e entro quando i risultati dell’esame? Noi di Wired abbiamo contattato il numero di pubblica utilità 1500 per avere informazioni in merito: ci hanno confermato che si tratta di una criticità, che sicuramente si procederà il prima possibile ma le tempistiche non sono state specificate e che molto dipende dai sistemi sanitari regionali.

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