Presi singolarmente, questi piccoli vermi della specie lumbriculus variegatus (detti anche blackworm della California) conducono uno una vita alquanto banale, nutrendosi di microrganismi negli stagni e rappresentando essi stessi uno dei pasti preferenziali per i pesci tropicali, come saprà chi è appassionato di acquari. Ma aggregati in decine, o centinaia, di esemplari, possono dar luogo a quello che in inglese si chiama un worm blob, cioè una massa informe con caratteristiche a metà strada tra quelle di un liquido e quelle di un essere vivente, che ai vermi serve per trattenere l’umidità e proteggersi dall’essiccamento.

In uno studio appena pubblicato su Pnas un team di scienziati della Georgia Tech ha studiato da vicino questi grumi di vermi per provare a comprenderne, e copiarne, il movimento: traslata nel campo della robotica, infatti, la dinamica collettiva con cui il blob si riorganizza nello spazio potrebbe favorire un miglior coordinamento e una miglior gestione dell’energia negli sciami o nei banchi di robot. Guarda il video per scoprire i primi prototipi ispirati agli animali.

(Credit video: Georgia Tech, Brice Zimmerman, Christopher Moore)

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