Ai tempi del college, la futura giornalista e scrittrice Lisa Wood Shapiro avrebbe dovuto faticare a immaginare una vita adulta basata sulla scrittura, a causa della sua dislessia. Ma non è andata così e Shapiro, oggi, collabora con grandi testate (come le versioni americane di Wired e Vogue) e ha scritto il libro Hot Mess Mom.

La malattia non ha limitato le sue ambizioni, ma resta comunque un ostacolo da aggirare: senza strumenti di controllo ortografico per l’autrice sarebbe davvero complicato digitare la corretta versione della parola che vuole utilizzare, ad esempio. In questo video, Shapiro racconta come si confronta con la sua condizione e perché ha deciso di approfondire la conoscenza dei meccanismi neurologici alla base delle sue difficoltà (facendo anche tappa, come si può vedere, al Center for the Study of Learning della Georgetown University).

Alla reporter non serve solo un tool che le indichi cosa sbaglia, ma anche che le proponga alternative lessicali adatte, parole più semplici o sinonimi. Anche lo stile conta, insomma. E sarà sempre più intrigante capire, nel prossimo futuro, come l’innovazione nel campo degli studi sul cervello e nel segmento delle tecnologie basate sull’Ai aiuterà coloro che giocano con regole un po’ diverse.

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