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Le varianti di Sars-Cov-2 si diffondono e non ci sono certezze sull’efficacia degli attuali vaccini, soprattutto se il coronavirus continuerà a mutare. Che fare? Se da una parte gli esperti sono concordi nel dire che il modo mettere un freno all’emergere di nuove varianti sia arginare la diffusione del virus (con le mascherine, il distanziamento sociale e le vaccinazioni), dall’altra le aziende produttrici di vaccini anti-Covid stanno comunque sviluppando strategie per adattare i propri prodotti. Ecco le novità in vista.

Il nuovo vaccino variante di Moderna

Il 24 febbraio Moderna ha annunciato di stare interloquendo con la Fda statunitense per far partire uno studio clinico per verificare l’efficacia di una versione modificata del proprio vaccino a mRna per far fronte alla minaccia della variante di coronavirus B.1.351 (la sudafricana), che dai dati attualmente disponibili sembra essere quella che sfugge di più alla protezione conferita dalle vaccinazioni.

L’intenzione è quella di sperimentare più protocolli, per esempio la somministrazione di un’unica dose di vaccino variante mRna-1273.351 oppure la combinazione con la prima dose di vaccino originale e il richiamo con il vaccino variante.

L’azienda vorrebbe anche seguire un’altra via alternativa, cioè quella di somministrare un secondo richiamo a basso dosaggio del vaccino originale per vedere se sia sufficiente a proteggere dalle varianti.

Pfizer-Biontech

Proprio quest’ultima strada è quella annunciata come imminente da Pfizer e Biontech che hanno appunto intenzione di verificare in un trial l’efficacia protettiva di un secondo richiamo (quindi una terza dose) di Comirnaty contro le varianti. Il Ceo Albert Bourla ha dichiarato a Nbc News che la società ritiene che la terza dose “aumenterà la risposta anticorpale da 10 a 20 volte”. La sperimentazione dovrebbe riguardare i volontari del primo trial dell’azienda, iniziato lo scorso maggio, includendo sia il gruppo 18-55 anni sia quello 65-85 anni.

Anche Pfizer e Biontech, comunque, non escludono nemmeno l’aggiornamento del vaccino anti-Covid, disegnato proprio sulle varianti più elusive.

Iter di approvazione più rapidi

Sia Fda che Ema stanno già lavorando per dare indicazioni alle aziende che si stanno cimentando nell’aggiornamento dei vaccini anti-Covid. Se vogliamo stare al passo col virus, in fondo, è necessario snellire (con criterio) le procedure burocratiche, prendendo spunto da quanto già si fa per i vaccini contro l’influenza stagionale ogni anno.

Le autorità regolatorie hanno già fatto sapere che non sarà necessario mettere in piedi da zero trial su larga scala per replicare i test di sicurezza e efficacia, visto che la tecnologia impiegata per i vaccini varianti rimane la stessa già approvata negli scorsi mesi. Le nuove versioni dei vaccini, dunque, possono essere testate su gruppi più piccoli di persone. Richiesti invece studi di immunogenicità che dimostrino la risposta immunitaria innescata dal vaccino variante contro il coronavirus variante e il confronto con il vaccino originale.

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