(foto: Niaid-Rml)

Arriva la mappa in 3D di una parte del nuovo coronavirus Sars-CoV-2, una rappresentazione completa e reale di com’è fatto il virus che potrà essere utile per studiare e mettere a punto farmaci e un vaccino. In particolare, i ricercatori hanno mappato una particolare proteina, detta spike – proteina punta o spina – essenziale per il coronavirus per attaccare e infettare le cellule umane. Il risultato è frutto del lavoro dell’università del Texas ad Austin con il Niaid (che è parte dei National Institutes of Health – Nih), che già nei giorni scorsi ha pubblicato 5 nuove immagini dettagliate del coronavirus. Lo studio è pubblicato su Science. Qui sotto la mappa 3D.

coronavirus
L’immagine rappresenta una mappa 3D su scala atomica della struttura della proteina spike. Questa proteina del coronavirus è la chiave di accesso alle cellule sane (foto: Jason McLellan/Univ. del Texas a Austin)

Coronavirus, cos’è la proteina spike

Questa proteina, indicata anche in sigla come proteina S, è l’anello che collega il coronavirus alle cellule umane che verranno infettate. In pratica, è come una chiave di accesso, un lasciapassare che riconosce la proteina ospitante nella cellula umana sana e guida l’invasione del virus che entra nella cellula e si fonde con la membrana cellulare. Per questo colpire la proteina spike serve a bloccare questo meccanismo e chiudere l’ingresso del coronavirus alla cellula umana.

Un lavoro rapido

I ricercatori dell’università del Texas a Austin studiano da anni i coronavirus, inclusi quelli responsabili della Sars nel 2002-2003 e della Mers nel 2015, e avevano già sviluppato metodi per bloccare le proteine spike di questi virus per poterle studiare meglio, come in questo caso. Oggi sono riusciti a ottenere l’immagine della struttura della proteina attraverso la microscopia crioelettronica, un tipo di microscopia elettronica in cui il campione viene analizzato a temperature bassissime, criogeniche.

Ma la novità, in questo lavoro, è anche la rapidità. Una volta ricevuta la sequenza genomica del virus dai ricercatori cinesi, in due settimane sono riusciti a riprodurre il modello per ottenere l’immagine in 3D della proteina. Mentre la rivista Science ha accelerato il processo di revisione del peer-reviewing necessario per accettare uno studio per poter pubblicare la ricerca il prima possibile.

Nuovo coronavirus e Sars

La mappa ha confermato le somiglianze del coronavirus Sars-CoV-2 è simile al coronavirus che causò la Sars: la proteina spike del nuovo coronavirus, infatti, è simile a quella del precedente. Ma una differenza c’è e potrebbe anche spiegare perché il nuovo virus si trasmette più facilmente rispetto a quello che provocò la Sars. Il tutto ricordando sempre che la letalità in questo nuovo caso risulta molto più bassa rispetto a quella della Sars.

I ricercatori hanno osservato che la proteina spike si lega più agevolmente, ben 10 volte di più, alla proteina ospite della cellula (il recettore ACE2) rispetto a quanto avveniva nel caso della Sars. Questa potrebbe essere la ragione biologica alla base della maggiore diffusione del nuovo coronavirus, ma gli autori precisano che sono necessari ulteriori approfondimenti.

La strada verso una possibile terapia

Ora gli autori hanno in mente di trovare nuove strade terapeutiche. L’idea è di utilizzare la molecola appena mappata in 3D come sonda per catturare e isolare anticorpi naturalmente prodotti dall’organismo di pazienti infettati dal virus. Questi anticorpi potrebbero essere utili per curare l’infezione in una fase molto precoce, con una rapidità d’azione molto alta. In questo modo, le persone più a rischio di contrarre il coronavirus, come gli operatori sanitari in zone colpite, potrebbero essere protette tempestivamente. La strada è lunga, ma la ricerca ha già iniziato a percorrerla.

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