(foto: Paul Hennessy / Echoes WIre/Barcroft Media via Getty Images)

Dopo l’approvazione del decreto-legge che introduce “misure urgenti in relazione alla realizzazione di un’indagine di sieroprevalenza”, prende il via l’indagine su 150 mila persone con i test sierologici, che ci saprà dire quante persone si sono ammalate del nuovo coronavirus, la letalità della Covid-19, la sua diffusione geografica e per età. La decisione nasce dalla “necessità di disporre con urgenza di studi epidemiologici e statistiche affidabili e complete sullo stato immunitario della popolazione”, si legge in una nota diffusa dal governo. “E prevede l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, relativi alla salute e al corredo genetico, per fini statistici e di studi scientifici”. Individuati tutti i laboratori in ogni regione per gli esami, un call center di 300 persone della Croce rossa è pronto per gestire le chiamate alle persone selezionate per il campione Istat e, a breve, cominceranno i primi prelievi.

Ricordiamo che i test sierologici sono analisi del sangue che possono aiutarci a capire se una persona, senza magari neanche saperlo, ha già contratto l’infezione in tempi più o meno recenti. Come vi avevamo raccontato, a fornirli nel nostro Paese è l’azienda farmaceutica americana Abbott, che ha sviluppato un test sierologico in grado di identificare un anticorpo, IgG, che si manifesta più tardi e rimane a lungo, anche mesi. “Il nuovo test ha dimostrato specificità e sensibilità superiori al 99% 14 giorni o più dopo l’insorgenza dei sintomi”, aveva spiegato la Abbott. Dal 4 maggio, quindi, l’azienda ha fornito un primo lotto di test sierologici per iniziare l’indagine sui primi 150mila cittadini organizzati in un campione strutturato per anagrafe, zona, censo.

Il campione che sarà sottoposto ai test sierologici (gratuiti), quindi, sarà rappresentativo a livello regionale, poi in base al sesso, a 6 fasce d’età (da zero anni a 17, da 18 a 34, da 35 a 49, da 50 a 59, da 60 a 69 e da 70 e più anni ) e all’attività economica, e terrà conto di settori più a rischio, come per esempio quello della sanità. Inoltre, alle persone fragili sarà garantito di poter fare il prelievo a domicilio. Saranno coinvolti in tutto 200 comuni italiani e i campioni che verranno raccolti saranno consegnati alla banca biologica dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani. I test sierologici che permetteranno di “scattare una fotografia dello stato di salute degli italiani esclusivamente rispetto al Covid-19, ha riferito il sottosegretario alla salute Sandra Zampa, partiranno immediatamente. “La campionatura confermerà quello che gli scienziati dicono e cioè che l’80% della popolazione non è venuta in contatto con il virus”.

The post Coronavirus: chi sarà chiamato per i test sierologici appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it