(foto: Rodrigo Arangua/AFP via Getty Images)

Che Covid-19 non causasse solo una semplice polmonite non è una novità. Sempre più prove, infatti, stanno evidenziando come il nuovo coronavirus attacchi anche altri organi, come cuore, cervello, fegato, pelle, testicoli. Ma anche anomali coaguli di sangue, che provocano gravi complicanze, come ictus, insufficienza renale, danni al cuore e al sistema immunitario. E ora, secondo un nuovo studio pubblicato sul Lancet, è emerso che nei pazienti positivi al nuovo coronavirus, i coaguli di sangue possono essere rilevati in quasi ogni organo. Secondo gli autori del Langone Medical Center, presso la New York University, i nuovi risultati potrebbero offrire informazioni importanti per comprendere meglio i meccanismi con cui agiste il nuovo coronavirus.

I coaguli di sangue causati dal nuovo coronavirus sono sotto la lente della comunità scientifica ormai da tempo. Come vi avevamo raccontato, infatti, numerosi studi hanno cercato di trovare una spiegazione a questo fenomeno, formulando diverse ipotesi: una delle possibilità è che il nuovo coronavirus attacchi direttamente le cellule endoteliali che rivestono i vasi sanguigni e che sono ricche del recettore Ace2, utilizzato dal virus per entrare nelle cellule polmonari. Oppure, potrebbe essere che in alcuni pazienti il coronavirus può generare una risposta immunitaria eccessiva, tramite la tempesta di citochine, e attivare il cosiddetto sistema del complemento, un meccanismo di difesa che stimola la coagulazione del sangue. Potrebbero, infine, esserci altre spiegazioni, che non coinvolgono direttamente il nuovo coronavirus: alcuni pazienti, per esempio, possono presentare fattori di rischio per la coagulazione, come l’età, l’obesità, l’ipertensione o il diabete.

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno eseguito diverse autopsie, osservando come i coaguli di sangue fossero presenti non solo nei polmoni, cuore e cervello, ma in quasi tutti organi, compresi i vasi sanguigni più piccoli. “Sapevamo che la coagulazione del sangue rappresentasse uno dei problemi principali nei pazienti affetti dalla Covid-19, ma la portata di questo fenomeno è più ampia di quanto ci aspettassimo”, ha spiegato Amy Rapkiewicz, presidente del Dipartimento di Patologia del Langone Medical Center, descrivendo queste nuove scoperte come “drammatiche”.

Tra i più importanti risultati emersi dal nuovo studio, infatti, i ricercatori hanno raccontato di aver osservato una coagulazione del sangue diffusa in molti organi, e soprattutto di aver rilevato cellule del midollo osseo chiamate megacariociti, necessarie per la coagulazione del sangue e che “di solito non circolano al di fuori delle ossa e dei polmoni”, spiega Rapkiewicz alla Cnn. “Le abbiamo trovate nel cuore, nei reni, nel fegato e in altri organi. In particolare nel cuore, i megacariociti producono le piastrine, frammenti di cellule che sono strettamente coinvolte nella coagulazione del sangue”. Ma non solo: all’inizio della pandemia, i medici ipotizzavano che il virus potesse causare un’infiammazione del cuore, chiamata miocardite. Dall’analisi delle autopsie, tuttavia, i ricercatori hanno trovato una bassa insorgenza di questa complicanza. “Credevamo che l’infiammazione cardiaca fosse uno dei problemi più comuni, ma i nostri risultati mostrano che in realtà gli episodi di questo tipo non sono stati numerosi”, conclude Rapkiewicz.

The post Coronavirus: coaguli di sangue presenti in quasi ogni organo appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it