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Tra le armi che abbiamo a disposizione per difenderci dalla Covid-19 c’è anche l’uso dei disinfettanti. Sappiamo, infatti, che il nuovo coronavirus riesce a sopravvivere su diverse superfici, come cartone e acciaio, da poche ore fino a giorni a seconda del materiale su cui si deposita (anche se ricordiamo che la principale trasmissione del virus avviene da persona a persona tramite le droplets, goccioline di saliva). Caratteristiche, perciò, che ci hanno spinto all’estrema prudenza, a essere sempre più rigorosi nella pulizia personale e domestica e, a volte, ad assumere comportamenti eccessivi e dannosi per la nostra salute. A lanciare l’allarme è il Centro antiveleni dell’Ospedale Niguarda, che ha sottolineato come dall’inizio dell’emergenza l’uso dei disinfettanti sia cresciuto vertiginosamente, provocando un aumento delle intossicazioni domestiche del 65%, con un picco del 135% nei bambini al di sotto dei 5 anni di età.

Tra i comportamenti pericolosi elencati nella nota appena diffusa dal centro c’è prima di tutto quello di seguire tutorial online e ricette fai da te per la realizzazione dei disinfettanti. “C’è chi prepara miscele di sostanze chimiche non compatibili tra loro e chi imbeve le mascherine con quantità eccessive e poi le indossa, inalando un elevato dosaggio di sostanze chimiche”, racconta Franca Davanzo, direttore del Centro antiveleni di Niguarda, evidenziando che i casi più frequenti riguardano chi lascia per casa bottiglie di disinfettati commerciali o preparati artigianalmente, magari non etichettate e alla portata dei bambini. “E proprio loro risultano i più esposti”, precisa l’esperta. “Proprio per loro dobbiamo prestare la massima attenzione: i più piccoli infatti trovano in casa questi contenitori non custoditi e li ingeriscono accidentalmente”.

Sebbene sia normale in un momento come questo prestare maggior attenzione all’igiene personale e alla pulizia della casa, i nostri comportamenti non devono diventare eccessivi e dannosi, anzi: è necessario rispettare le raccomandazioni fornite dalle principali fonti istituzionali, esercitando sempre il buon senso. Tanto per cominciare, va ribadito che la via principale di trasmissione del coronavirus non è da superfici contaminate, bensì per via respiratoria. Ed è proprio per questo motivo che sono fondamentali misure come l’isolamento, la distanza di sicurezza di almeno un metro gli uni dagli altri e il lavaggio frequente delle mani per almeno 20 secondi, rigorosamente con acqua e sapone (se non sono eccessivamente sporche possono andar bene i gel disinfettanti che abbiano almeno il 60% di alcol).

Oltre a garantire un buon ricambio dell’aria, per la pulizia degli ambienti chiusi i disinfettanti comuni e prodotti detergenti, come soluzioni di candeggina diluita, sono sufficienti per danneggiare il guscio protettivo dell’rna del coronavirus, rendendolo inerme. Come riporta l’Istituto superiore di sanità (Iss), infatti, sia i disinfettanti contenenti alcol che quelli a base di cloro sono in grado di disinfettare le superfici distruggendo il virus.

In particolare, prima di utilizzare i prodotti per la pulizia bisogna sempre leggere attentamente le istruzioni e rispettare i dosaggi d’uso raccomandati sulle confezioni. Pulire poi i diversi ambienti, materiali e arredi utilizzando acqua e sapone, alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5%. Le pulizie, inoltre, devono essere eseguite con guanti e/o dispositivi di protezione individuale. Come ricorda l’Iss, bisogna prestare particolare attenzione a non miscelare i prodotti di pulizia, in particolare quelli contenenti candeggina o ammoniaca con altri prodotti. Infine, sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia e la sanificazione, arieggiare gli ambienti.

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