(foto: Milan Wulf via Pixabay)

Oltre alla variante del coronavirus rintracciata nel Regno Unito e quella in Sudafrica, ne è stata individuata una ulteriore, scoperta in Brasile, caratterizzata dalla mutazione E484K. La nuova forma desta la preoccupazione degli scienziati e ha indotto il ministro della Salute Speranza a firmare un’ordinanza con cui ferma i voli dal Brasile – e l’Italia non è l’unica ad averli bloccati. I ricercatori sono già all’opera per capire quali cambiamenti potrebbe portare con sé la nuova variante. Ad esempio c’è già una prima analisi genomica su virological.org, nonché uno studio su bioRxiv anche della mutazione E484K, che era presente già nella variante scoperta in Sudafrica (che però è differente e l’origine della mutazione è indipendente). Cosa sappiamo ad oggi.

La variante scoperta in Brasile

Questa variante presenta 12 mutazioni nel gene responsabile della produzione della proteina spike, con cui il virus aggancia le cellule del nostro corpo infettandole. Una fra queste 12 mutazioni, E484K, era già stata individuata nella variante scoperta in Sudafrica, anche se le due forme non risultano collegate fra loro. La nuova variante (Brasile) è stata individuata in Giappone il 6 gennaio 2021, in 4 persone appena rientrate dalla regione amazzonica. Su segnalazione del Giappone il Brasile ha poi confermato dopo un approfondimento che questa forma è circolante in Amazzonia e già probabilmente da luglio 2020. Le prime tracce della mutazione E484K sono contenute in un preprint della fine di dicembre 2020 da Carolina M Voloch dell’università di Rio de Janeiro, anche se all’epoca lo studio indica una nuova forma confinata e diffusa soltanto a Rio de Janeiro.

Nuova variante, più reinfezioni?

Quando però c’è stata un’impennata dei contagi a Manaus, città brasiliana capitale dello stato di Amazonas, il ricercatore Nuno Faria dell’università di Oxford – autore della prima analisi genomica della nuova variante su virological.org , pubblicata il 12 gennaio 2021 – è rimasto molto sorpreso. Il suo lavoro indicava infatti che a Manaus circa tre quarti delle persone avessero già avuto il Covid, come si legge in un articolo su Science, e una diffusione del genere non è in accordo con i nuovi contagi dato che avrebbe potuto essere alla base dell’agognata immunità di gregge.

Le prime ipotesi degli scienziati coordinati da Faria indicherebbero che in alcuni degli abitanti di Manaus la nuova variante abbia eluso il controllo della risposta immunitaria gli anticorpi formatisi in occasione di una precedente infezione da Sars-Cov-2.

La variante è più contagiosa?

In generale l’idea è che questa e le altre varianti possano rendere il virus più contagioso. Ma ad oggi non c’è alcuna indicazione che possano essere associate a forme più aggressive della malattia, come sottolinea in un commento Lawrence S. Young, virologo e professore di oncologia molecolare alla Warwick Medical School dell’università di Warwick nel Regno Unito. La mutazione sembra fornire una sorta di via di fuga al virus contro il riconoscimento immunitario, come spiega il virologo, che potrebbe far sì che l’infezione non sia bloccata da alcuni anticorpi monoclonali.

I vaccini sono ugualmente efficaci?

Ma questo non implica che i vaccini non siano protettivi. I ricercatori continuano a pensare che nuove varianti difficilmente rendono del tutto inefficaci i vaccini. “Non sappiamo cosa significhi per l’efficacia complessiva dei vaccini”, prosegue Young. “Ma è davvero improbabile che ciascuno di questi cambiamenti annulli del tutto l’efficacia. La risposta anticorpale è molto ampia dato che produce molti anticorpi contro varie parti della proteina spike. Dunque poche variazioni non fanno molta differenza”.

Tuttavia, la variante scoperta in Brasile potrebbe rappresentare un caso un po’ diverso. “Questa variante – prosegue il virologo di Warwick – ha accumulato più mutazioni nella proteina spike e questo potrebbe ridurre l’efficacia dei vaccini. Abbiamo bisogno di monitorare in maniera accurata la risposta immunitaria nelle persone infette che presentano questa variante”. In ogni caso, anche qualora il vaccino non fosse più efficace, in futuro i vaccini a mRna potrebbero essere rapidamente cambiati, come hanno recentemente spiegato i produttori.

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