(foto: Marco Mantovani/Getty Images)

Dopo poco più di un mese dall’inizio della pandemia del nuovo coronavirus in Italia, un nuovo rapporto fotografa l’eccesso di mortalità nella nostra penisola rispetto agli anni passati. A riferirlo è il Sistema di sorveglianza rapida della mortalità giornaliera (Sismg), gestito dal Dipartimento di epidemiologia del Ssr Lazio, Asl Roma 1 su incarico del ministero della Salute, che ha appena rilasciato i dati che dimostrano l’incremento di mortalità, (calcolato come differenza tra i valori della mortalità osservata e i valori della mortalità attesa) per tutte le cause dal 1° febbraio al 20 marzo scorso, rispetto alla media dei 5 anni precedenti di 19 città italiane (sono le città sentinella su cui si basa la rilevazione): quelle del Nord, ossia Aosta, Bolzano, Trento, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna e Genova, e quelle del Centro-Sud, tra cui Perugia, Civitavecchia, Roma, Frosinone, Bari, Potenza, Messina e Palermo.

mortalità
(grafico: Sismg)
mortalità
(grafico: Sismg)

Dal rapporto è emerso che a partire dall’inizio del mese di marzo l’incremento della mortalità, che riguarda soprattutto i più anziani, ossia la fascia di età 75-84 anni e gli over 85, varia in diverse città del Nord Italia, a partire dalle due città lombarde incluse nella sorveglianza, ossia Milano con il 36% e Brescia con l’88%. Un eccesso significativo, inoltre, si osserva anche a Bolzano (+34%), Torino (+16%) e Genova (+38%).

mortalità
(grafico: Sismg)
mortalità
(grafico: Sismg)

Nelle città del Centro-Sud, dove il nuovo coronavirus è arrivato più tardi, è emerso invece un lieve incremento della mortalità tra il 16 e il 18 marzo scorso, solo nella classe di età 65-74 anni. Tra le queste città, quindi, non si osservano incrementi significativi della mortalità, a eccezione di Civitavecchia che riporta un incremento del 54%, anche se, precisano gli esperti, il dato si basa su piccoli numeri.

Stando a quanto si legge nel nuovo rapporto, tuttavia, nei mesi precedenti all’epidemia di coronavirus, la mortalità osservata è stata inferiore a quanto atteso. In particolare, è stata inferiore rispetto agli anni passati del 6% nelle città del Nord e del 3% nelle città del Centro-Sud. Valori, spiega il rapporto, probabilmente attribuibili al minore impatto dell’influenza stagionale e alle temperature particolarmente miti e al di sopra delle medie climatiche. “Variazioni stagionali della mortalità come quella osservata nell’inverno 2019-2020 hanno determinato un incremento del pool di soggetti più fragili, con una ridotta capacità di difesa dell’organismo dovuta a fattori individuali, come età avanzata e malattie croniche, che si sono trovati esposti all’epidemia di Covid-19 a partire dalla fine del mese di febbraio”, si legge nel rapporto. “Questo fenomeno può aver aumentato l’impatto dell’epidemia nella popolazione anziana”. Come dimostrano questi due grafici relativi ai decessi per classi di età e settimana per le città del nord e del centro-sud.

mortalità
(Foto: Sismg)
mortalità
(Foto: Sismg)

The post Coronavirus: ecco i grafici che confermano l’aumento della mortalità appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it