(foto: manusapon kasosod via Getty Images)

Per trattare i pazienti con Covid-19, la terapia con il plasma da guariti è sicura: oggi arriva una conferma, oltre ai dati preliminari della sperimentazione condotta in Italia, da uno studio condotto dalla Mayo Clinic negli Usa e in via di pubblicazione su Mayo Clinic Proceedings. I risultati sulla sicurezza si basano su un’indagine su 20mila pazienti.

Il plasma, gli studi

La terapia con il plasma da convalescenti, di cui si è ampiamente discusso durante la pandemia di Covid-19, è un trattamento d’emergenza che può essere efficace e che è stato impiegato anche nella Sars e nella Mers (non è nuovo). Le prime sperimentazioni in Italia e in altri paesi hanno avuto esito positivo, ma erano basate su una quantità inferiore di dati, che si vanno via accumulando visto che i pazienti curati aumentano nel tempo.

I ricercatori della Mayo Clinic hanno valutato, nei 7 giorni successivi all’infusione lo stato di salute di pazienti con Covid-19. I pazienti – di varie etnie e di cui il 40% sono donne – sono tutti stati ricoverati nel periodo dal 3 aprile all’11 giugno e curati tempestivamente con il plasma perché considerati a rischio di sviluppare forme molto gravi dell’infezione.

I risultati

In questo campione la percentuale di pazienti trattati con il plasma e deceduti per Covid-19 scende all’8,6%, mentre in un’indagine analoga ma precedente, su 5.000 pazienti (dunque di meno dei 20mila attuali) la percentuale era del 12%. Le reazioni avverse gravi al trattamento con il plasma si sono verificate in meno dell’1% dei casi. “Siamo ottimisti – ha commentato Michael Joyner, primo autore del paper, “ma dobbiamo rimanere obiettivi via via che accumuliamo una crescente quantità di dati”. La diminuzione nella mortalità è accompagnata da una più rapida disponibilità del plasma, grazie alla donazione di sangue dei convalescenti. Gli autori rimarcano che ora si sta studiando meglio l’efficacia (già ne abbiamo alcune prove) del trattamento, che si basa sul fatto che i convalescenti hanno sviluppato anticorpi contro il Sars-Cov-2 che fornirebbero una protezione ai malati.

Meno malati gravi nell’ultimo periodo

I ricercatori notano che da un lato aumenta la disponibilità del plasma, grazie al fatto che ci sono più pazienti guariti, e dall’altro attualmente le infezioni Covid-19 sono meno gravi, stando ai dati (pochi ricoverati in terapia intensiva). Le ragioni sono probabilmente diverse e vanno dal fatto che purtroppo la popolazione più fragile (con molte patologie precedenti) è già stata colpita nei mesi precedenti, fino ad una migliore gestione, nel tempo, della pandemia, grazie a diagnosi e trattamenti più affinati. Oggi, infatti, i malati Covid-19 ricevono prima il plasma, in una fase precoce della loro presa in carico da parte dell’ospedale. Al contrario nel marzo 2020, nel pieno dell’epidemia, non c’erano ancora strumenti idonei per elaborare il plasma dei guariti e somministrarlo, oltre al fatto che i candidati donatori erano molti di meno.

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