(foto: GIL COHEN-MAGEN/AFP via Getty Images)

Nel mondo ci sono 11,5 milioni di casi, mentre le vittime sono salite a 535mila. Eppure, il peggio deve ancora arrivare: il picco della pandemia del nuovo coronavirus, infatti, non è ancora stato raggiunto. A riferirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui a livello globale la pandemia sta accelerando e, quindi, non abbiamo ancora raggiunto l’apice. “Ci sono volute 12 settimane perché il mondo raggiungesse 400mila casi di Covid-19”, ha commentato durante una conferenza stampa a Ginevra il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Ma ora, solo durante l’ultimo fine settimana, ci sono stati più di 400mila casi in tutto il mondo”.

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Numero di casi Covid-19 confermati, dal 30 dicembre al 7 luglio (Fonte: Oms)

Secondo i dati appena riportati dall’Oms, i nuovi casi e le vittime del nuovo coronavirus nelle ultime 24 ore sono stati rispettivamente: in Africa 12mila e 7mila circa, in America 95mila e quasi 2mila, in Europa 18mila e 413, nel sud est asiatico 27mila e 583, e nella regione del Pacifico occidentale 2700 casi e 10 decessi. In Italia, invece, il numero di nuovi casi è stato di 208, per un totale di 241.891, mentre quello di nuove vittime è stato di 8, per un totale di 34.869 decessi. “Anche se il numero delle vittime sembra essersi stabilizzato a livello globale, in realtà alcuni Paesi hanno fatto progressi significativi nella riduzione del numero di decessi, mentre in altri Paesi questi sono ancora in aumento”, aggiunge Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Laddove si sono registrati progressi, i Paesi hanno attuato azioni mirate nei confronti dei gruppi più vulnerabili, per esempio le persone che vivono in strutture di assistenza a lungo termine”.

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Numero di casi Covid-19 confermati segnalati negli ultimi sette giorni, dal primo al 7 luglio (Fonte: Oms)

Il Brasile, ricordano gli esperti dell’Oms durante la conferenza stampa, si trova in un momento difficile, data anche la positività al nuovo coronavirus appena confermata del presidente Jair Bolsonaro. “Gli auguriamo una pronta guarigione”, riferisce il capo delle emergenze sanitaria dell’Oms, Mike Ryan. “Altri leader di tutto il mondo hanno avuto un’esperienza simile. Nessuno è speciale al riguardo e siamo tutti potenzialmente esposti a questo virus”. Sebbene i casi in Brasile si sono stabilizzati negli ultimi giorni, aggiunge l’esperto, il sistema sanitario rimane ancora sotto pressione con una forte carenza di posti in terapia intensiva.

Riguardo all’acceso dibattito sull’origine del nuovo coronavirus, il direttore generale ha annunciato che gli esperti dell’Oms viaggeranno verso la Cina in questo fine settimana per per preparare piani scientifici con le loro controparti cinesi per identificare la fonte zoonotica della malattia. “L’obiettivo della missione è quello di migliorare la nostra conoscenza sugli ospiti di animali del coronavirus e accertare come la malattia sia passata dagli animali agli esseri umani”, spiegano dall’Oms. Mentre, per quando riguarda la discussione della trasmissibilità per via aerea del nuovo coronavirus sostenuta, come vi abbiamo raccontato, da 239 esperti in una lettera inviata all’Oms, la responsabile tecnica dell’Organizzazione Benedetta Allegranzi, ha riferito che “stiamo collaborando con molti dei firmatari della lettera. Ci sono evidenze su questo tema e crediamo di dover essere aperti e studiare queste prove per comprenderne le implicazioni sulle modalità di trasmissione e sulle precauzioni da prendere. Ci sono alcune condizioni in cui la trasmissione aerea non si può escludere, come in luoghi molto affollati, chiusi, e poco ventilati”.

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