(Foto: Sj Objio/Unsplash)

Non riduce né la gravità dell’infezione né la mortalità della Covid-19. La tanto promettente terapia al plasma, quindi, avrebbe effetti benefici limitati. A suggerirlo è un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista British Medical Journal, secondo cui appunto questo trattamento non riuscirebbe a fermare l’infezione del coronavirus, né tantomeno a ridurre i decessi. Risultati, quindi, che sono in netto contrasto con quelli di molti altri studi, come per esempio le sperimentazioni condotte in Italia e negli Stati Uniti, secondo cui la terapia ha dato esiti positivi e sarebbe quindi sicura ed efficace.

Ricordiamo che la terapia al plasma da convalescenti consiste nell’infusione del plasma (ossia la parte liquida del sangue) dei pazienti già guariti dal coronavirus, che presentano anticorpi specifici contro il Sars-Cov-2 sviluppati dal sistema immunitario. La trasfusione del loro plasma potrebbe quindi offrire una sorta di protezione che può aiutare i malati a contrastare l’infezione. Già utilizzata per altre epidemie, come quella della Sars, della Mers e di ebola, questa terapia potrebbe quindi essere un’arma efficace nell’attesa che si sviluppi un vaccino e un farmaco specifico contro il coronavirus. Ci sono tuttavia dei limiti, come per esempio il fatto che si necessiti una compatibilità del sangue tra guarito e paziente.

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno coinvolto 464 pazienti con la Covid-19 in forma moderata e ricoverati in 39 ospedali in India tra aprile e luglio scorso. A circa la metà (235) è stata somministrata una doppia dose (200ml ognuna) di plasma, con trasfusioni a distanza di 24 ore. Dalle analisi è emerso che, in un arco di tempo di 18 giorni dalla somministrazione del plasma, 44 pazienti (il 19%) che hanno ricevuto la doppia dose sono deceduti per qualsiasi causa o hanno manifestato una forma più grave della malattia, rispetto ai 41 pazienti (il 18%) del gruppo di controllo. Tuttavia, la terapia al plasma ha ridotto in circa 7 giorni alcuni sintomi, come mancanza di respiro e affaticamento. In conclusione, precisano i ricercatori nello studio, la terapia al plasma ha un effetto limitato, e non è associata a una riduzione della progressione della Covid-19 né ai tassi di mortalità .

Commentando il nuovo studio, racconta il Guardian, un portavoce del Nhs Blood and Transplant, che si sta occupando di raccogliere il plasma dai guariti, ha sottolineato che le sperimentazioni che si stanno svolgendo nel Regno Unito stanno infondendo solamente il plasma che contiene livelli più elevati di anticorpi contro il coronavirus rispetto a quello che è stato utilizzato in questa nuova indagine. “Questo è stato uno studio che ha utilizzato plasma con livelli di anticorpi da 6 a 10 volte inferiori rispetto a quelli che stiamo utilizzando”, ha spiegato il portavoce in una nota. In risposta, i ricercatori del nuovo studio hanno concordato che nelle sperimentazioni che si servono di alti livelli di anticorpi, la terapia potrebbe risultare più efficace.

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