(Foto: Till Rimmele/Getty Images)

Negli Stati Uniti, e più precisamente nei laboratori del Kaiser Permanente Washington Health Research Institute di Seattle, si è compiuto un altro importante passo per la ricerca di un vaccino efficace per combattere il nuovo coronavirus. È appena iniziato, infatti, lo studio clinico che valuterà la sicurezza del mRNA-1273, il vaccino sperimentale sviluppato dall’azienda di biotecnologie Moderna Inc, in collaborazione con lo statunitense National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), parte del National Institutes od Health. Il vaccino verrà somministrato a 45 volontari, tutti in buona salute, di età compresa tra i 18 e i 45 anni per un periodo di circa sei settimane. E proprio ieri il primo partecipante ha ricevuto la sua prima dose.

Per sviluppare il vaccino, come vi avevamo raccontato, il team di ricercatori si è basato su una tecnologia innovativa che sfrutta le sequenze di materiale genetico del virus (rna) per immunizzare l’organismo. In altre parole, il nuovo vaccino a rna ha il compito di codificare la proteina spike, già nel mirino di vaccini contro i coronavirus della Sars e della Mers. Lo scopo, precisano i ricercatori, è quello di simulare un’infezione naturale per innescare una risposta immunitaria più potente, in grado potenzialmente di proteggere dall’infezione del nuovo coronavirus. Per ora, il vaccino mRna-1273 ha dato risultati promettenti nei modelli animali e questo è il primo studio che lo testerà sugli esseri umani.

Siamo, quindi, al primo di molteplici step del processo di sperimentazione clinica per valutare il potenziale beneficio del nuovo vaccino e servirà quindi ancora tempo per poterlo rendere disponibile. “Trovare un vaccino sicuro ed efficace per prevenire l’infezione da Sars-CoV-2 è una priorità urgente per la salute pubblica”, ha spiegato il direttore del Niaid Anthony S. Fauci. “Questo studio di fase 1, lanciato a velocità record, è un importante primo passo per raggiungere questo obiettivo”.

Ricordiamo, infatti, che è appena cominciato il cosiddetto studio di fase 1, ossia quello che valuta la sicurezza di un principio attivo in un campione molto ristretto di partecipanti sani. Sotto stretto controllo medico, infatti, ai volontari vengono somministrate dosi minime e poi, gradualmente, dosi sempre crescenti del nuovo vaccino. In particolare, nello studio verranno somministrate due dosi del vaccino (tramite iniezione intramuscolare nella parte superiore del braccio) a distanza di circa 28 giorni. A ciascun gruppo di 15 volontari verrà assegnato un dosaggio di 25, 100 o 250 microgrammi. I partecipanti verranno monitorati rigorosamente nell’arco di tempo tra le due vaccinazioni e a un anno dopo la seconda somministrazione. I volontari, infine, dovranno fornire campioni di sangue in specifici momenti temporali, in modo tale che i ricercatori possano testarli per misurare e analizzare la loro risposta immunitaria al vaccino sperimentale.

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