(foto: Nicolas Asfouri /AFP via Getty Images)

Il candidato vaccino made in Italy sviluppato dall’azienda biotech Takis si è dimostrato in grado di neutralizzare il nuovo coronavirus. A riferirlo è stato Luigi Aurisicchio, amministratore delegato della Takis, secondo cui i risultati sono promettenti: una singola dose del vaccino, infatti, ha portato un gruppo di topi a sviluppare anticorpi efficaci nel bloccare l’infezione del coronavirus sulle cellule umane. I test clinici, comunque, non cominceranno prima di questa estate. “Grazie alle competenze dello Spallanzani, per quanto ne sappiamo, siamo i primi al mondo ad aver dimostrato la neutralizzazione del Sars-Cov-2 da parte di un vaccino, precisa all’Ansa Aurisicchio. “Ci aspettiamo che questo accada anche nell’uomo”.

Come vi avevamo raccontato, i candidati vaccini della Takis (di cui due più promettenti) sono vaccini a dna potenzialmente in grado di mobilitare rapidamente il sistema immunitario contro il nuovo coronavirus iniettando frammenti di geni virali, che corrispondono a parti diverse dell’ormai famosa proteina spike del virus. Questo tipo di vaccino viene somministrato attraverso un’iniezione nel muscolo e successivamente un impulso elettrico breve che facilita l’ingresso dei frammenti di dna nelle cellule, attivando il sistema immunitario. Questa tecnica è chiamata elettroporazione, e probabilmente nell’essere umano ci sarà bisogno di un richiamo dopo la prima somministrazione.

Tuttavia, dopo le dichiarazioni di Aurisicchio, l’Istituto nazionale malattie infettive (Inmi) Lazzaro Spallanzani, dove sono stati eseguiti i test, invita alla cautela, anche perché il comunicato dell’azienda non è stato concordato né autorizzato dall’Inmi. “Sulla base dei dati sinora disponibili l’istituto, per quanto a propria conoscenza, ritiene che non sia possibile giungere a conclusioni di qualunque natura sull’efficacia del potenziale candidato vaccinale”. Come si legge in una nota appena diffusa dallo Spallanzani, infatti, l’Istituto ha partecipato a una proposta di ricerca presentata da Takis all’interno di un bando ‘urgente’ lanciato alla Comunità europea, che non è stata finanziata. In vista della possibile partecipazione ad ulteriori bandi, sono state effettuate prove preliminari e parziali sulla risposta in termini di anticorpi neutralizzanti in topi inoculati con formulazioni iniziali di potenziali vaccini.

“I risultati di queste prove, tuttora in corso di valutazione”, precisa l’istituto, “indicano che è possibile rilevare negli animali inoculati una risposta in termini di anticorpi neutralizzanti, il che è la premessa per lo sviluppo di un modello di studio basato sui consueti animali da esperimento”. L’Istituto, perciò, sta attualmente completando le valutazioni preliminari, per decidere se continuare questi studi e formalizzare accordi specifici. In ogni caso, precisa lo Spallanzani, “l’Inmi non ha redatto alcun report ufficiale e non ha ancora distribuito in maniera formale i risultati degli esami effettuati”.

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