L’utilizzo dei gas lacrimogeni torna spesso alla ribalta nella cronaca, soprattutto in caso di manifestazioni sedate dalle forze dell’ordine. Lo scorso dicembre, Amnesty International sollecitava le autorità francesi a usare la moderazione durante le manifestazioni dei gilet gialli, riferendosi anche all’uso di gas lacrimogeni contro i manifestanti.

Ma cosa c’è in una lattina di gas lacrimogeno, in grado di provocare reazioni che vanno dal senso di soffocamento alla momentanea perdita della capacità di vedere? Lo spiega questo video della serie What’s Inside che propone anche una riflessione più generale su corsi e ricorsi della storia.

Niente di nuovo sotto il sole, se si pensa che un ingrediente fondamentale come il nitrato di potassio, presente nella composizione dei gas lacrimogeni, era già utilizzato nei secoli scorsi come polvere da sparo (e sappiamo quanto le armi chimiche abbiano sortito pesanti conseguenze nella Grande guerra). Diversi processi chimici si attivano per raggiungere l’obiettivo di attaccare le membrane mucose di orecchie, naso e polmoni; oltre una certa soglia di concentrazione, questo irritante diventerebbe un’arma mortale – e non è difficile capire perché.

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