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È stato pubblicato oggi il sesto rapporto di farmacovigilanza dei vaccini Covid-19, realizzato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il documento contiene un’analisi dei dati su tutte le reazioni avverse fino al 26 giugno, rilevate dopo la somministrazione dei vaccini anti-Covid. Ci sono circa 154 segnalazioni ogni 100mila vaccinati e quasi il 90% di questi rilievi riguarda eventi non gravi, come dolore nel punto dell’iniezione, febbre e stanchezza. Oggi, inoltre, arrivano per la prima volta i dati sulle reazioni sospette dopo la vaccinazione eterologa, la recente formula che combina due dosi di diversi vaccini (la prima con il vaccino di AstraZeneca e la seconda con un vaccino a mRna). Per ora i dati indicano che con il mix ci sono state 12 segnalazioni ogni 100mila dosi.

Reazioni avverse in numeri

Aifa precisa che nel rapporto si parla sempre di “sospette reazioni avverse”, ovvero di eventi osservati dopo la vaccinazione, il cui legame con il vaccino in molti casi è possibile ma in altri invece può dimostrarsi assente. In tutto ci sono state circa 76mila segnalazioni di sospette reazioni avverse su oltre 49 milioni di dosi somministrate. Nell’87,9% si tratta di episodi di intensità lieve o moderata, mentre nell’11,9% chi ha effettuato la segnalazione ha stimato l’entità come grave. Ma non si deve pensare che si tratti sempre di eventi gravissimi come quelle rare forme di trombosi di cui si è parlato. Al contrario, come spiega Aifa, la maggior parte degli eventi gravi sono sindromi simil-influenzali con sintomi molto intensi: per esempio febbre alta dolori muscolari forti.

Quali sono gli effetti comuni e quando appaiono

Per tutti i vaccini gli effetti più comuni segnalati sono febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari e articolari, dolore nella sede dell’iniezione, brividi e nausea. Inoltre, indipendentemente dal tipo vaccino, dalla dose e dal disturbo presentato, la reazione si è verificata nella maggior parte dei casi (circa nell’80%) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore successive. Nel caso dei vaccini a mRna (Pfizer-BioNTech e Moderna) gli episodi, sia lievi sia intensi, sono risultati più frequenti dopo la seconda dose, mentre nel caso dei vaccini a vettore virale come AstraZeneca dopo la prima.

Le segnalazioni divise per tipo di vaccino

Il nuovo rapporto include tutte le segnalazioni di reazioni avverse dal 27 dicembre 2020, data di inizio della campagna vaccinale in Italia, fino al 26 giugno. Quasi 7 segnalazioni di eventi avversi su 10 sono associate al vaccino di Pfizer-BioNTech, ma semplicemente perché è il più utilizzato in Italia (69% delle reazioni e il prodotto è stato somministrato a circa il 70% della popolazione). Subito dopo arriva Vaxzevria di AstraZeneca (24,7% delle segnalazioni e 17,3% delle dosi somministrate), Spikevax di Moderna, con il 5,2% delle segnalazioni e il 9,6% di dosi somministrate, e infine il vaccino di Janssen (1,1% delle segnalazioni e 2,5% delle dosi somministrate).

La vaccinazione eterologa

Oggi arrivano anche per la prima volta informazioni ufficiali e su un campione vasto di popolazione sugli effetti collaterali associati alla vaccinazione eterologa. Chi ha meno di 60 anni e aveva già ricevuto la prima dose del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca prima del nuovo blocco a giugno può infatti scegliere se ricevere il richiamo sempre con Vaxzevria oppure cambiare prodotto e passare a un vaccino a mRna. Più di 233mila italiani hanno ricevuto questa combinazione mixata di vaccini. All’interno di questo campione l’86% delle persone ha ricevuto come secondo vaccino quello di Pfizer-BioNTech e il restante 14% lo Spikevax di Moderna. In tutto ci sono state 27 segnalazioni, cifra che confrontata con l’unità di 100mila persone equivale a 12 casi su 100mila. Se rapportata al numero di somministrazioni per ciascuno dei due prodotti (Pfizer-BioNTech e Moderna) della seconda dose la proporzione degli effetti è simile fra i due. Tre di questi eventi sono stati valutati di intensità grave da chi ha effettuato la segnalazione, ma, come scrive Aifa, “prevalentemente collegate a dolore al sito d’iniezione e in miglioramento già al momento della segnalazione”.

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