(foto: BlackJack3D via Getty Images)

Fornire uno scudo alla ricerca contro la diffusione di notizie false, che possono danneggiare la salute delle persone. Questo è l’obiettivo del Patto trasversale per la scienza, un’iniziativa, sostenuta dai medici Roberto Burioni e Guido Silvestri per promuovere l’informazione scientifica corretta e combattere bufale e fake news, fra cui il collegamento vaccini-autismo, il negazionismo dell’hiv e altre forme di pseudoscienza e pseudomedicina. Il patto, siglato nel gennaio 2019 dall’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, è stato presentato oggi, 5 giugno 2019 (qui il video), durante l’11esima Italian Conference on Aids e Antiviral Research all’Università Statale di Milano.

Cosa dice il Patto

Il Patto per la scienza consiste in un appello che è rivolto a tutte le forze politiche: queste si devono impegnare a riconoscere e difendere la scienza come valore universale per l’umanità che non può essere distorto per ragioni politiche o elettorali. L’accordo si articola in cinque punti che sono i seguenti.

1. Tutte le forze politiche italiane si impegnano a sostenere la Scienza (la maiuscola è nel patto) come valore universale di progresso dell’umanità che non ha alcun colore politico, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili.

2. Nessuna forza politica italiana si presta a sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’Aids, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche, ecc.

3. Tutte le forze politiche italiane si impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica.

4. Tutte le forze politiche italiane si impegnano a implementare programmi capillari di informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, e ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità.

5. Tutte le forze politiche italiane si impegnano affinché si assicurino alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base.

I temi centrali

Insomma, nel patto non ci sarebbe spazio per le bufale o la pseudoscienza. Anche perché la scienza non è qualcosa in cui credere, come rimarcano i presenti all’incontro. Due temi centrali riguarderanno l’attenzione e la lotta all’antivaccinismo e al negazionismo dell’Aids, due casi di falsa scienza emblematici, alimentati da numerose bufale e fake news diffuse, nel caso dei vaccini, soprattutto negli ultimi anni. Rappresentativo è l’esempio del falso legame fra vaccini e autismo, un argomento che ha intessuto una vera e propria trama nella cronaca scientifica degli ultimi anni, con nuovi casi giudiziari che hanno via via riacceso l’interesse sul tema e vari nuovi studi che dimostrano che non c’è alcun legame causale fra vaccini e i disturbi dello spettro autistico.

Anche per questo, spiegano i promotori del Patto per la scienza, è necessario che l’associazione appena costituita si impegni anche a livello politico e prenda posizione in ambito legale contro questi casi di cattiva informazione e scienza. A rimarcarlo è l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco dell’università di Pisa, presidente del Patto per la scienza, che ricorda come molto spesso la pseudoscienza parte proprio dal mondo accademico. “Per questo, l’informazione, la formazione e l’insegnamento della comunicazione sono essenziali – aggiunge Lopalco  Perché chi fa ricerca deve imparare a comunicare e parlare col pubblico”.

Così il tema della corretta divulgazione in tema di vaccini diventa una sorta di filo conduttore del Patto per la scienza. Se risultati favorevoli per aumentare le coperture vaccinali sono stati ottenuti col decreto Lorenzin (come dimostra l’inchiesta di Wired Vaccini d’Italia), in Italia ancora un milione e mezzo di adulti non sono vaccinati. Un problema importante sia per la salute individuale e collettiva sia a livello economico per il sistema sanitario. E i promotori del Patto intendono affrontare questo problema di salute pubblica.

Un’altra questione da non sottovalutare riguarda la diffusione di teorie negazioniste dell’hiv e dell’Aids. L’attenzione non deve calare anche perché, nonostante siamo andati avanti, in termini di progressi terapeutici, in Italia il numero dei contagi da hiv è ancora troppo elevato, con circa 3.500 nuove diagnosi all’anno. Da ricordare il caso di Romina Scaloni, vittima del negazionismo dell’Aids: il suo compagno, condannato per omicidio volontario, negava e non credeva all’esistenza del virus dell’hiv. Così l’ha infettata, a insaputa della donna, mentre la sua precedente compagna era scomparsa sempre a causa dell’Aids.

Le critiche al Patto per la scienza

Ma qualcuno ha delle perplessità sul Patto per la scienza, almeno per come è costruito. Alcune critiche, definite “ragionevoli” dai promotori del Patto (e a cui loro rispondono) sono le seguenti: l’idea che l’accordo non sia completo, la difficoltà di capire quale sia il mittente e il destinatario dell’appello e le carenze nella definizione di pseudoscienza.

Inoltre, Ivan Cavicchi, docente di sociologia all’Università degli studi di Roma Tor Vergata ed esperto di politiche sanitarie, commenta su Il Fatto Quotidiano spiegando che dire che che la scienza è un valore e allo stesso tempo una verità è un truismo e che siglare un patto su un valore che è di per sé vero (un po’ come fare un “patto sul valore del Sole“, scrive Cavicchi) non ha senso. Inoltre si chiede perché proporlo solo alle forze politiche (mentre tra i firmatari ci sono anche figure politiche che in passato hanno avuto posizioni contrastanti nei confronti della scienza).

A oggi 6mila firme

Alla data del 4 giugno 2019, il patto è già stato sottoscritto da circa 6mila persone, fra cui medici e scienziati, come il farmacologo Silvio Garattini, politici (già 5 partiti piccoli hanno aderito) e giornalisti, per esempio Enrico Mentana. Non mancano associazioni e istituzioni, fra cui l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, la Emory University di Atlanta, l’Associazione Luca Coscioni.

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