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Dopo le due reazioni anafilattiche verificatesi nel Regno Unito nelle prime ore della campagna vaccinale anti-Covid col prodotto Pfizer-Biontech, gli esperti si interrogano sulle possibili cause e discutono delle precauzioni adottate dall’Agenzia dei medicinali britannica (Mhra), che ha sconsigliato a chi soffra di gravi allergie anche alimentari di sottoporsi al vaccino. Saggia decisione o eccessiva cautela? Secondo alcuni, se non compresa, la posizione dell’agenzia potrebbe avere un impatto negativo sul successo dell’operazione.

Che cosa è successo?

Già alle prime ore della campagna di vaccinazione epocale che la Gran Bretagna ha intrapreso (per prima tra i paesi occidentali) contro il coronavirus utilizzando il prodotto targato Pfizer-Biontech, i clinici hanno riportato due eventi di anafilassi e un possibile caso di reazione allergica in operatori sanitari. Queste persone – viene riferito – avevano già sofferto in passato di risposte esagerate del sistema immunitario, tanto da essere solite portare con sé una cosiddetta EpiPen per la somministrazione di adrenalina in emergenza. Le reazioni avverse, comunque, sono state contenute e le persone si stanno riprendendo e non avranno conseguenze a lungo termine.

“L’anafilassi” – come riportato anche sul sito dell’agenzia dei medicinali britannica , Mhra – “è un effetto collaterale noto, sebbene molto raro, di qualsiasi vaccino. La maggior parte delle persone non svilupperà l’anafilassi e i benefici di proteggere le persone da Covid-19 superano i rischi”.

A seguito di queste segnalazioni, tuttavia, la Mhra il 9 dicembre ha raccomandato alle persone con storia pregressa di anafilassi a un vaccino, a un farmaco o a un alimento di non procedere alla vaccinazione.

Saggia decisione o eccessiva cautela?

Sulla raccomandazione della Mhra gli esperti si dividono.

Alcuni ritengono che, visti la velocità di approvazione del vaccino e il suo approccio nuovo, la prudenza non sia mai troppa, sottolineando oltretutto l’efficienza del sistema di monitoraggio messo in atto.

Altri invece la trovano esagerata, non capendo in particolare perché sia rivolta anche a chi abbia avuto reazioni anafilattiche legate al cibo. Di questa opinione è il virologo della Mayo Clinic Gregory Poland, secondo cui, riporta l’agenzia Reuters, le allergie alimentari non avrebbero nulla a che fare con un’eventuale reazione avversa al vaccino anti-Covid. Invece di sconsigliare la vaccinazione, dunque, propone di effettuarla in un ambiente più controllato e pronto a rispondere a un’eventuale emergenza.

Sulla stessa linea si sono espresse anche le società scientifiche italiane di allergologia Siaaic e Aaiito, precisando che “l’attuale carenza di esperienza relativamente alle reazioni a questo vaccino non permette di formulare ipotesi ragionevoli sulle cause e i meccanismi che hanno determinato le suddette reazioni allergiche”, e che le linee guida “sottolineano che gli unici fattori di rischio per reazioni allergiche a vaccini sono una pregressa reazione al medesimo vaccino e la presenza concomitante di mastocitosi, malattia rara a rischio di reazioni anafilattiche anche spontanee”. Tuttavia, dal momento che il vaccino a mRna di Pfizer-Biontech è del tutto nuovo, qualora le autorità sanitarie italiane, quando verrà il momento, riterranno opportuno considerare a rischio anche i pazienti con pregresse reazioni allergiche gravi non indotte da interventi vaccinali, “le Società di allergologia italiane si rendono fin d’ora disponibili ad offrire la loro consulenza ed eventualmente a consentire la vaccinazione in ambiente protetto presso le strutture di allergologia distribuite sul territorio nazionale”.

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